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NASCONDINO

di Tommaso Loreto

L'altra faccia dell'intransigenza è quella della Fiorentina che si avvia a chiudere la seconda settimana di ritiro. A 48 ore dall'ultima amichevole sulle Dolomiti il gruppo viola ha prima ritrovato, e poi perso, Nikola Kalinic. Il croato era tornato dopo aver lasciato Moena per problemi familiari ma, a detta del comunicato societario pubblicato in mattinata, gli strascichi del caso lo hanno obbligato a far ritorno in Croazia. E menomale che, a margine, è lo stesso attaccante a ribadire che "deciderà comunque la Fiorentina" il suo futuro.

Qualche ora e anche sul fronte Bernardeschi arriva, puntuale, un nuovo comunicato. Problemi di gastroenterite gli impediranno di aggregarsi alla squadra, dunque a Moena non ci sarà traccia del numero 10 con buona pace di quei tifosi che, chiaramente, lo avrebbero attaccato per le ultime dichiarazioni pro-Juve. Un punto e virgola da inserire all'interno della trattativa con la Juventus destinata, in un modo o nell'altro, a chiudersi lo stesso e in tempi rapidi (non a caso, in questi minuti, Bozzo sta di nuovo incontrando i bianconeri). 

E allora, oltre a salutare con un certo sollievo la posizione tutto sommato silenziosa di Vecino (comunque destinato all'Inter) resta da capire il perchè di un gioco a nascondino di questo tipo. Nel quale certamente Corvino può continuare a tirare la corda nelle varie trattative per ottenere il massimo, ma che inevitabilmente genera come minimo inquietudine nell'ambiente e, nello specifico, nello stesso lavoro di un tecnico che si avvia a chiudere il primo ritiro viola senza aver mai allenato quella che sarà la squadra della prossima stagione.

Possibile che pur considerando le difficoltà del mercato, ma contando anche la voglia di andarsene già manifestata - da tempo - sia da Kalinic che da Bernardeschi, non si potesse organizzare il tutto diversamente, con un pizzico tempismo e anticipo in più?