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NOTTE DA BRIVIDI

di Tommaso Loreto

Tre punti per il morale, per rompere la striscia di sei sconfitte consecutive tra amichevoli ed esordio a Torino, e chiaramente per festeggiare i 90 anni della Fiorentina. Ma anche tre punti per non rendere una serata pesante sul profilo degli infortuni in qualcosa di peggio. Nella prima uscita di fronte ai propri tifosi (a proposito gli abbonati finali sono oltre 20 mila) Sousa perde tre pezzi in poco meno di un'ora. Vecino praticamente subito, Tatarusanu per un colpo alla testa, e Sanchez nella ripresa.

E dire che il colombiano era stato la sorpresa più lieta di un primo tempo non così spumeggiante, almeno per una Fiorentina in campo con Milic a sinistra, Alonso arretrato in difesa e con De Maio rimasto in panchina. Non solo per la testata sul gol, ma per una verve che a centrocampo serviva. Se ancora le gambe non girano al massimo tanto vale godersi il secondo gol su calcio d'angolo di Ilicic, realizzato  proprio da Sanchez. E a margine dell'assist vale sottolineare la gara dello sloveno, molto più determinato rispetto a domenica scorsa a Torino.

Nella ripresa, poi, la sofferenza che un ottimo Lezzerini scaccia via mentre Sousa continua a cambiare e la Fiesole che si esprime sul futuro delle bandiere (“non si vendono, si blindano”  - si legge con riferimento a Borja Valero). Una sorta di messaggio sul mercato che Corvino dovrà gestire, insieme ai casi Kalinic e Alonso sui quali lavorare già da oggi, magari aspettando la fumata bianca per il ritorno di Jovetic. In un modo o nell'altro, con qualche acciaccato di troppo, la Fiorentina porta a casa la prima vittoria, e allora sì che la festa può cominciare.

Le luci sul Franchi si attenuano mentre rimbalzano le immagini dell'aperitivo che aveva preceduto la partita con una sfilza di ex viola accolti al centro sportivo da ADV e Cognigni. Mutu, Toni, Frey, Chiarugi, Prandelli, Di Chiara, Dunga, Passarella, Pecci, Jorgensen, Antognoni, Riganò, Massaro, Baiano e tanti altri (in tribuna anche l'oro Olimpico Campriani, Mondonico e il c.t. Azzurro Ventura insieme ad Oriali). Sul campo, dopo la partita, sventolano le bandiere dei viola club mentre la Fiesole canta “Noi siamo la Fiorentina”. Più o meno brividi ovunque.

E dopo la sfilata del corteo storico e dei vessilli del Calcio Storico Fiorentino è tempo di applaudire chi ha fatto la storia di Firenze e della Fiorentina. Il Saluto di Andrea Della Valle è un ringraziamento a tutti (anche se qualche fischio si sente quando il patron scende in campo), poi consegna una maglia celebrativa a ognuno dei tantissimi ex viola arrivati a Firenze.

E' tempo del top 11 con Toldo, Ujfalusi, Rodriguez, Passarella, Antognoni, Dunga, Mutu, Hamrin, Prandelli e poco male se Baggio, Batistuta e Rui Costa non ci sono (i video sul tabellone dello stadio regalano lo stesso emozioni) verranno prossimamente al Franchi. Passata la mezzanotte lo stadio è ancora pieno mentre con il presidente Cognigni scende in campo con la squadra di oggi. L'inno di Narciso Parigi chiude una serata indimenticabile, emozionante.

Da brividi, anche nei 90 minuti contro il Chievo.