.

OPERAZIONE ICC

di Tommaso Loreto

Atterrata poco dopo le 13 ora locale, le 20 in Italia, la Fiorentina è già in albergo a riposarsi. I viola alloggiano nella downtown di Chicago, in mezzo ai grattacieli tra i quali svetta la Willis Tower, simbolo della città. Volti persino distesi e sorridenti, nonostante un viaggio decisamente lungo e il fuso orario di 7 ore. Con tutto il gruppo c’è anche Dario Dainelli, neo supervisore dell’area tecnica, e tutto lo staff di un Montella che saluta i cronisti che lo attendono all’aeroporto O’Hare. Anche Simeone è di buon umore, il tempo di ricevere la bottiglietta d’acqua d’ordinanza e tutta la squadra è già sul pullman. 

L’organizzazione è impeccabile, la Fiorentina sale sulla navetta e si avvia verso il suo albergo. Nel pomeriggio ci sarà tempo per rilassarsi, magari provare a dormire qualche ora, prima che da domani si torni in campo. Alla University of Illinois at Chicago i viola si alleneranno nei prossimi giorni fino alla prima sfida, quella che apre ufficialmente l’International Champions Cup, e che vedrà la Fiorentina affrontare i messicani del Chivas Guadalajara. Per inciso la squadra sudamericana è reduce da due sconfitte in amichevole contro River (5-1) e Boca Junior (2-0) ma il via al campionato messicano fissato per il 21 luglio anticipa una condizione fisica che per forza di cose vede il Chivas nettamente più avanti. In attesa di avvicinarsi al New Jersey, passando da Charlotte, si avvicina il primo test a stelle e strisce per la Fiorentina di Commisso