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PAROLE CHE SANNO D'ADDIO MA SERVE ANCORA IL SUO AIUTO

di Sonia Anichini

Non ci sono molte cose ed occasioni per festeggiare in casa Fiorentina e la zona rossa determinata dal Covid lo vieta anche o almeno non ci consente assembramenti e bisbocce. I calciatori e i vari staff tecnici hanno un valido motivo però per stare insieme che è quello degli allenamenti e delle partite e penso che questa settimana sia bella intensa in preparazione della gara contro l’Atalanta e che i problemi per Iachini non siano pochi viste le assenze degli squalificati, dei violazzurri in bolla e degli infortunati. Lascio tutte queste preoccupazioni a chi preposto e vorrei alleggerire l’argomento parlando di compleanni visto che ieri hanno spento le candeline Ribery e Caceres.

Non voglio fare la rubrica degli auguri ma mi hanno colpito le parole che FR7 ha scritto sui social proprio nel giorno del suo 38° compleanno, che tutto avevano tranne che la gioiosità che si potrebbe aspettarci in questo caso. Franck ha dichiarato una grande mancanza della sua famiglia, il dolore di essere solo e la difficoltà quindi di festeggiare, usando parole importanti e d’amore verso i suoi cari ma che mi hanno fatto venire un magone enorme. La moglie e i figli non sono tornati dopo che hanno subito un furto nella loro casa di Firenze nel luglio scorso e la permanenza qui, senza i propri affetti non deve essere semplice. È vero che il francese è un professionista ma, specialmente fuori dalla propria città di appartenenza, avere vicino le persone che ami è di grande conforto.

Purtroppo non possiamo compensare questo vuoto nemmeno con la vicinanza dei tifosi, con il sostengo che allo stadio potevamo dargli per farlo sentire meno solo. È un uomo che ha sofferto molto e la vita lo ha segnato sin da piccolissimo perché abbandonato subito dai genitori naturali e a due anni ha avuto quell’incidente che ha marcato il suo volto per sempre. Ha reagito ed è diventato il campione che abbiamo conosciuto e che purtroppo è arrivato da noi solo a fine carriera. Lo abbiamo però accolto come merita un top player, con scenografie da Oscar, ma il suo rendimento è stato altalenante e condizionato dall’età e dagli infortuni.

Sono però dell’idea che abbia aiutato e aiuti ancora i ragazzi della Fiorentina con la sua esperienza e il suo carattere, che dispensi consigli e molti compagni lo hanno più volte pubblicamente ringraziato. Anche se a volte mi ha fatto storcere la bocca, ritengo che, se non ci sono impedimenti fisici, debba sempre scendere in campo perché la sua presenza mette qualche preoccupazione in più agli avversari. Ho ancora negli occhi e nel cuore la standing ovation che gli tributarono a San Siro nel settembre 2019 quando uscì dal campo nella partita che ci vide vincere contro il Milan e dove fece gol. Il “nemico” difficilmente riconosce i tuoi meriti e se lo fa, è solo per i campioni indiscussi.

A giugno il suo contratto scadrà e, viste le affermazioni malinconiche verso i suoi che sono in Germania, dubito che rimarrà in viola ma credo che il suo apporto per lo sprint finale serva a tutto il gruppo. Intanto, quello che è certo, è che domenica non sarà in campo contro la Dea per quel fallo inopportuno della scorsa settimana che gli costò il rosso. Già la gara è difficile, se poi ci mettiamo che FR7 e Pulgar sono squalificati, Biraghi e Castrovilli sono in osservazione per i casi Covid della Nazionale, la cosa si complica ancora di più.

Visto che ho parlato molto di Ribery, finisco con due parole anche per l’altro festeggiato del 7 aprile e cioè Martin Caceres che ha fatto 34 anni. Un baldo giovane pure lui, pure lui con il contratto in scadenza ma con un particolare che contraddistingue pochi eletti: ha fatto gol alla Juventus! Nello scorso dicembre ha contribuito con il sigillo dello 0-3 a regalarci una vittoria che ha sempre un valore assoluto. Se poi volessimo festeggiare questi eventi con tre punti contro l’Atalanta…è chiedere troppo? Forse torta e spumante è più semplice, ma non danno la stessa soddisfazione!

La Signora in viola