.

RAPPORTI SCADUTI E SEGNALI DAL FUTURO

di Pietro Lazzerini

Con l'allontanarsi della qualificazione alla prossima Europa League e con la stessa competizione internazionale come unico obiettivo rimasto da conseguire con un certo realismo, è normale che a Firenze si inizi a confrontarsi con il cambio di panchina che pare più una certezza che una semplice possibilità. Paulo Sousa e la Fiorentina si sopportano senza amarsi, un rapporto a scadenza che anche in caso di risultati clamorosi è destinato a terminare in estate. Troppi gli screzi tra società e allenatore, troppe incomprensioni sul mercato ma anche sulle scelte dell'allenatore nel corso di questo campionato. E allora chi arriverà al suo posto? 

Di ieri le voci su un accordo raggiunto con Marco Giampaolo, attuale allenatore della Sampdoria, che però ha voluto smentire in prima persona con un comunicato sul sito ufficiale doriano. Non una chiusura definitiva, almeno nella realtà, nel senso che Corvino ci pensa e c'è da pensare che in caso di assalto viola, difficilmente sarebbe disposto a dire no per restare alla corte di Ferrero. Insieme a lui c'è il sempre verde Di Francesco, allenatore che però somiglia 'pericolosamente' al primo Montella. Le ambizioni potrebbero portarlo a spingerlo contro le scelte del club, un rischio che non tutti in società sono disposti a correre. Anche Ivan Juric piace eccome. Il croato è stato cacciato dal Genoa, ma ha pagato un mercato in uscita di Preziosi a dir poco scellerato (ceduti Pavoletti, Rincon e Ocampos in un mese). Un'altra suggestione porta all'estero, nel Principato di Monaco per precisione, a quel Leonardo Jardim che sta trascinando i monegaschi sul tetto della Ligue 1 alla faccia del ben più ricco PSG. 

Detto questo, bene impresso nella mente di Corvino resta il nome di Maurizio Sarri. E' lui il sogno quasi proibito del direttore generale viola. Toscano d'adozione, carattere passionale e grandi capacità di dare un'identità alla propria squadra. Un uomo 'nuovo' per la Fiorentina, che possa legarsi al club come in passato ha fatto Prandelli, uno capace di aprire un ciclo legandosi anche affettivamente alla tifoseria. Difficile, anzi difficilissimo, ma sognare non costa niente e dunque il suo nome non deve essere scartato. Anche perché il rapporto con De Laurentiis è pessimo e l'addio a fine stagione non è così impossibile. 

Entro un mese con ogni probabilità si aprirà il dopo Sousa. Identità di gioco, capacità di lanciare i giovani e voglia di portare in alto la Fiorentina, le caratteristiche richieste per la scelta del prossimo tecnico. Corvino è a lavoro, in attesa di salutare il portoghese e aprire un nuovo capitolo della storia viola.