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ROCCO-JUVE, Amore & odio dalla Calabria agli US

di Andrea Giannattasio

Quello tra Rocco Commisso e la Juventus è ormai da tempo diventato un rapporto fatto di amore e odio. Sportivo, sia chiaro. Ma pur sempre molto acceso. Come lo era del resto la passione per la maglia bianconera quando il piccolo Rocco a 12 anni, tra le strade di Marina di Gioiosa Ionica prima e gli immensi vialoni della Pennsylvania poi, si divertiva a giocare a pallone con i suoi coetanei, provando ad emulare le gesta dei campioni della Vecchia Signora. Non è un caso che Commisso, in uno dei suoi primi viaggi in Italia (molto prima che decidesse di investire sulla Serie A), si sia incontrato con il presidente Agnelli, che gli permise di visitare lo Juventus Stadium in solitaria, accendendo in lui il desiderio, un giorno, di poter sfidare Madama da protagonista. Un sogno che Commisso è riuscito a realizzare nel 2019, quando da proprietario della Fiorentina ha potuto gustarsi dal vivo il suo derby personale: prima lo 0-0 di Firenze, quando forse la miglior versione della Viola di Montella fermò la Juventus rischiando anche di vincere una partita a tratti dominata (e in cui per la prima volta Ribery mise in mostra tutta la sua classe, grazie anche ad un formidabile recupero difensivo su Ronaldo) e poi il ko per 3-0 di Torino condito da mille polemiche. 

Allora a fare la voce grossa (era il 2 febbraio) ci pensò proprio Rocco Commisso, che se la prese con gli arbitri per due rigori generosi assegnati ai padroni di casa e si disse “disgustato” per come era stato gestito il Var. Non solo: tra i protagonisti di quel pomeriggio burrascoso ad avere la peggio furono prima Pavel Nedved (“È un arrogante, se ne stia a casa sua: non ha avuto il coraggio di salutarmi”) e poi Lapo Elkann, bonariamente apostrofato per alcune sue battute di una banalità sconcertante (il rampollo della Fiat pubblicò su twitter la foto di una bistecca, alludendo alla Fiorentina): “È un poverino, dovrebbe pensare ai suoi problemi”. In mezzo alla liaison tra Commisso e la Juventus ci sono poi tante storie di mercato, legate principalmente a Federico Chiesa: non è un mistero infatti che nella scorsa estate i bianconeri abbiano più volte spinto per arrivare all’esterno viola, col quale c’era già un accordo economico molto importante. Anche in quella circostanza però il parere di Rocco fu perentorio. E decisivo. Il “no” più duro arrivò sulle rive del fiume Hudson a fine luglio, giorno nel quale il presidente dentro di sé iniziò a maturare la decisione di non vendere mai il suo gioiello alla Juve. Un pensiero che negli ultimi mesi sembra però essersi pian piano ammorbidito: “Se Federico vorrà andare via lo accontenteremo. Nessun veto ai bianconeri, basta che arrivi la cifra giusta” ha dichiarato Commisso in un’intervista di pochi mesi fa. Il prossimo capitolo Rocco-Juve è pronto per essere scritto.