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ROSSI, Capitano mio capitano

di Cosimo Lippi

Delio Rossi il primo comandante di una nave incagliata sugli scogli del campionato. Il tema del giorno non è paragone con le vicende schettine, ma è la permanenza di Delio Rossi sulla panchina della Fiorentina nonostante i risultati deludenti sotto gli occhi di tutti. Un'ipotesi, quella del ritorno di Mihajlovic, emersa giusto il tempo di digerire l'ennesima sconfitta amara di questa stagione, che Rossi è stato riconfermato a più voci.

La notizia che vorremmo riportare oggi è quella di un ruolo che il tecnico viola sta ricoprendo con sempre più peso e responsabilità. Infatti se ripercorriamo le vicende dalla notte contro Juventus, vediamo che Delio Rossi si è prima messo a disposizione della società e della città di Firenze, dichiarando di essere pronto a mollare se il “problema fosse stato lui” (qui). Riconfermato dalla società, Rossi è andato avanti, ha guidato la squadra nel ritiro versiliano, e di ritorno a Firenze dopo la partita delle belle speranze contro il Genoa, si è seduto nuovamente sulla sua panchina al Franchi per assistere disarmato alla sconfitta dei suoi. Ma questa volta Rossi non ha messo un punto interrogativo sulla sua permanenza a Firenze. Anzi è stato il primo ad affermare che non avrebbe rinunciato a lottare, parole da affiancare ad una lunga serie di dichiarazioni che lo hanno riconfermato al di là di tutto. Di ieri, tra le altre, le parole di Mencucci (qui) che ribadiscono la fiducia nella competenza e nella preparazione del tecnico riminese, e gli stessi tifosi in questa sciagura sembrano salvare, nonostante vedano anche delle colpe del tecnico, la scelta fatta in corso di questo campionato.

Quando l'altro giorno il tecnico si è fermato a parlare con dei tifosi dopo l'allenamento (qui), abbiamo riportato che il confronto è stato lungo e argomentato, ma che si è svolto in un clima assolutamente civile, serio e pacato. Invero non sappiamo cosa si sono detti esattamente, ma la cosa che ci aveva colpito di più prende maggiore spessore alla luce degli eventi successivi. Infatti quel giorno Delio Rossi è stato indotto a fermarsi e scendere di macchina ad un frase gridata da uno dei tifosi: “Mister Rossi, se scendiamo in B, Lei viene con noi!”. E possiamo assolutamente affermare che non è stato detto con nessun tipo di tono minaccioso, ma quasi come una dichiarazione di intenti di chi ha fatto una scelta e quella scelta la difende nonostante tutto. Perché Rossi è stato chiamato a Firenze dai tifosi, e all'epoca la si definì una vittoria della tifoseria. Il senso di quella frase è quello di una scelta che il tifo gigliato non rinnega, neanche di fronte al tremendo momento di difficoltà. Non conosciamo chi sono gli anonimi tifosi viola che si sono fatti carico di portare la voce di Firenze a Delio, però non possiamo a questo punto pensare all'importanza che quelle parole hanno per il tecnico della Fiorentina. E non sembra un caso che dopo la sconfitta con il Chievo Rossi abbia chiesto di parlare nuovamente con loro (qui). Un rapporto importante in un momento in cui tutto sembra andare in frantumi. E come un comandante di un nave che sta affondando a Rossi è stata ribadita la fiducia della sua ciurma, quella che ogni domenica soffre per le sorti della propria squadra, ovvero la nave in avaria che sta pian piano scivolando nelle acque profonde della retrocessione. Speriamo che tutti saranno capaci di risollevarsi, ma ad oggi il lavoro che sta svolgendo il tecnico, lavoro riconosciuto da tutti, va al di là delle sue specifiche mansioni, perché più che mai sembra che quel che serve a questo punto è tenere le varie parti insieme. Anche l'invito all'incontro di oggi tra allenatore e tifosi è stato declinato dalla Curva (qui) non per fare polemica, ma per ribadire che ad ognuno serve fare la sua parte, e a nessuno sarà permesso di tirarsi indietro. In particolare agli uomini che scendono in campo, sia quelli che tra un paio di mesi faranno le valigie che quelli che invece resteranno, insieme a Delio, unico appiglio di certezza nell'attuale momento di confusione in cui la squadra e la società si sta trovando. Rossi e i tifosi ci sono, se lo sono detto, ora tocca ad altri fare gruppo, agire, dimostrare il proprio impegnonon tanto a parole ma con i fatti nelle prossime otto finali”.