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RUGGINI E AMBIZIONI

di Tommaso Loreto

Con buona pace dei vari legali coinvolti, che certamente hanno seguito da vicino la vicenda della separazione con Gattuso e la conseguente clausola di riservatezza, gli eventi dell’ultimo giugno continuano a rimbalzare lungo il cammino dei viola. Uno strascico composto di numerosi retroscena, cui sono poi seguiti diversi interventi delle parti in causa, prima con il riferimento del presidente Commisso alla trattativa con Mendes, e il Porto, per Sergio Oliveira, poi con l’invito a Gattuso (subito raccolto) di superare la tanto discussa clausola.

Nel mezzo un ulteriore botta e risposta, alimentato sia dall’allenatore (che di Mendes parla come di un semplice amico) che dal d.g. viola Barone che torna a mettere in discussione qualsiasi segreto, che si tratti dei primi confronti d’inizio giugno a Milano sul mercato o la semplice conoscenza tra Gattuso e Commisso cominciata già nel campionato scorso.

A margine delle spiegazioni su quanto avvenuto prima della scelta di Italiano resta così un diverso e più basso profilo, quello scelto dal club in termini di ambizioni e traguardi. Più o meno certificato da un obiettivo sul quale Commisso non si è (quasi mai) sbilanciato con dovizia di dettagli. In fondo quell’indirizzo volto al mantenimento di una comoda posizione nella parte sinistra della classifica è ad oggi l’unico arrivato.

Forse anche per questo qualsiasi cambiamento di orizzonte che possa esser avvenuto nel passaggio da Gattuso a Italiano resta teorico, perché poi -almeno da parte della società viola- piani e programmi non sono stati svelati più di tanto. Probabilmente una strategia ben precisa, volta a non alimentare illusioni o ancor peggio promesse non rispettabili, ma non necessariamente l’indicazione di un ridimensionamento che nessuno ha anticipato.

Toccherà perciò a Italiano, e a quella che sarà la squadra che la dirigenza gli affiderà, la scelta del target giusto da inseguire nel prossimo campionato, partendo dalla costruzione di un’identità tattica e di una precisa idea di gioco per arrivare, magari strada facendo, alla meta finale da rincorrere.

Di certo, prima ancora di capire chi vorrà essere la terza Fiorentina dell’era Commisso, saranno discriminanti le scelte di mercato, in entrata e in uscita. E forse anche per questo, solo al termine dei movimenti estivi, sarà possibile farsi un’idea più chiara della stagione che attende i viola.