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SENZA RIMPIANTI, IN ATTESA DELLA CILIEGINA

di Andrea Giannattasio

Aveva chiesto alla sua squadra di chiudere senza rimpianti. Di provare a sfruttare la gara di Reggio Emilia come il miglior allenamento possibile in vista della finale di Conference League della prossima settimana. Non si potrà negare che la squadra abbia scelto di accontentare Vincenzo Italiano, che al netto di sedici (!) gare stagionali in più dello scorso anno, ha chiuso l’annata grazie al 3-1 del Mapei Stadium con soli sei punti in meno rispetto alla scorso campionato, migliorando - al contempo - i dati legati ai gol subiti, i tiri concessi e la media punti complessiva, perdendo meno partite e peggiorando soltanto la cifra legata ai gol segnati. Forse l’aspetto che, a lungo andare, ha causato il mini-handicap che tuttavia non ha privato Biraghi e compagni di due finali e di un sogno storico ancora da vivere.

Il tris rifilato al Sassuolo - che ha confermato che la Fiorentina da inizio marzo è stata la squadra di Serie A in grado di fare più punti, ovvero 28 - è dunque il miglior biglietto da visita con cui i viola sono pronti a presentarsi all’appuntamento della Eden Arena di Praga, pur al netto di una serie di fatiche in più accumulate rispetto al West Ham, che arriverà alla sfida in Repubblica Ceca certamente più riposato. E a suggellare un’unità di intenti città-squadra che potrà rivelarsi l’arma segreta del match contro gli Hammers ci ha penato l’ennesimo (splendido) abbraccio andato in scena ai piedi del settore ospiti del Mapei al termine della vittoria di ieri, quando i 1.300 fiorentini hanno nuovamente trasmesso tutta la loro carica a pochi giorni da una notte storica. Il meglio - quella benedetta ciliegina - deve ancora venire.