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TRE INDIZI FANNO UNA PROVA

di Andrea Giannattasio

Ancora un trionfo per il settore giovanile della Fiorentina. Il secondo nel giro di otto mesi, il secondo soprattutto per Rocco Commisso che dopo aver sofferto ad agosto scorso contro il Verona dagli Usa, ieri pomeriggio a Parma ha alzato fisicamente il suo primo trofeo da presidente viola. Una vittoria che tira l’altra e che certifica come il lavoro svolto in questi anni per il vivaio dalla società di Viale Fanti (che ha affidato a Valentino Angeloni il compito di gestire uno dei settori giovanili storicamente migliori d’Italia) stia dando già i primi frutti. E non era certo facile, visto le ottime cose lasciate in eredità dalla coppia Corvino-Vergine.

Merito, almeno per ciò che riguarda la Primavera, della scelta di puntare su un tecnico giovane ma dalle idee già molto chiare come Aquiliani (la decisione di varare la difesa a tre con un regista adattato a centrale è la migliore intuizione della sua gestione), l’aver abbassato complessivamente l’età della rosa già oggi composta da tanti 2004 (hanno già esordito giovanissimi come Amatucci, Favasuli, Sene e Gori ma altri stanno lavorando da inizio stagione con i più grandi) e di aver puntato su un gruppo con una forte matrice toscana. Il capitano, Fiorini, è nato a Bagno a Ripoli, così come toscani nella formazione che ha trionfato ieri sulla Lazio sono Luci, Chiti, Pierozzi e Neri.

Tante note positive, dunque. Che oltre a svecchiare una bacheca dopo i successi a livello femminile e quelli sempre più costanti del settore giovanile (in attesa di quelli della prima squadra, ma lì la strada sarà più lunga), fanno sperare un futuro sempre migliore non appena arriverà il nuovo Viola Park, opera sulla quale Rocco Commisso ha investito quasi 80 milioni e che oltre a far fare il salto di qualità a tutto il club garantirà anche maggiore prestigio al lavoro di tutto il vivaio. Le soddisfazioni, per Firenze, potrebbero essere solo iniziate.