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ULTIMA CHANCE

di Tommaso Bonan

Oltre non si può andare. Il credito è terminato, così come le chances a disposizione. L'ultimo atto della stagione - per la Fiorentina - coincide anche con l'ultima possibilità di salvare il salvabile. In tutti i sensi, purtroppo. Da domani, forse già da stanotte, chissà magari "un minuto dopo il novantesimo", la musica sarà diversa. Si parlerà di cessioni, di advisor, di magnati italo-americani. Si parlerà di bilanci, di comunicati, ci saranno polemiche. Insomma, si parlerà del futuro della Fiorentina.

Un minimo di orgoglio - Prima, però, il campo. 90 minuti incrociati con quelli di San Siro. L'occasione - almeno quella - di chiudere l'anno con un minimo di orgoglio. Con un minimo di decenza. Centrando una vittoria, magari, merce rara a Firenze ultimamente. Basterà un pareggio per scongiurare il peggio, certo, ma una vittoria permetterebbe a prescindere di non incorrere in spiacevoli e tristi calcoli di classifica. 

Chiudere il cerchio - Dunque, una vittoria. Tre punti che la Fiorentina - dati alla mano - attende da 13 gare. La squadra viola, che non fa peggio dal 1981, è l'unica in serie A in questa situazione. E come record negativo, lo diciamo, può bastare così. Per il colpo di coda, superfluo ribadirlo, servirà principalmente l'attacco. Quel reparto che ha segnato solo tre gol da inizio aprile ad oggi (nel periodo nessuna squadra ha fatto peggio nei maggiori cinque campionati europei quest'anno). Serviranno tutti, da Chiesa a Muriel fino al recuperato Mirallas. E perché no, anche Simeone. Insomma, serviranno gli uomini gol. Del resto, era dal 2004 che la Fiorentina non rimaneva a secco di reti in quattro match di fila. Toccato il fondo, adesso è veramente tempo di chiudere il cerchio. Un ultimo doveroso sforzo, prima di aprire il vaso di Pandora e dare il là al nuovo futuro della Fiorentina.