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UN CENTROCAMPISTA SERVE ADESSO. QUEI SOLITI DUBBI SUL FUTURO

di Sonia Anichini

E’ arrivato il secondo colpo di mercato della Fiorentina o meglio arriverà per fare la preparazione al prossimo campionato perché è stato lasciato a maturare a pochi chilometri da noi in quel di Empoli, dove sta attualmente giocando. Non so se essere contenta o meno dell’acquisto di Traorè, perché di questo si tratta e non dell’ennesimo prestito, perché mi porta a fare considerazioni non proprio piacevoli per le orecchie e il cuore dei tifosi viola. La nostra società sta spendendo soldi per il futuro, e già questo ci fa strabuzzare gli occhi visto che qui non c’è mai disponibilità economica o almeno così ci raccontano, e siamo tutti preparati ai sacrifici che verranno fatti per compensare questo esborso come altri, vedi il riscatto di Muriel.

Ormai il trend è questo in tutto il calcio, cedere per reinvestire, ma resta il dubbio su chi parte e chi arriva. Abbiamo sempre sostenuto che possiamo anche sopportare partenze eccellenti ma abbiamo spesso assistito alla comparizione di sostituti non proprio all’altezza di chi aveva lasciato Firenze e nemmeno all’altezza di una buona serie A. Chi si è bruciato sta lontano dal fuoco e non sono ancora convinta di quello che ci aspetta per la prossima stagione e non mi faccio prendere dai facili entusiasmi anche perché un centrocampista avrebbe fatto comodo anche per questa seconda fase del campionato, per fare una rincorsa all’Europa che sarebbe un buon incentivo a far restare a Firenze qualche big.

Questo ragazzo viene presentato come un ottimo prospetto, un centrocampista del 2000 inseguito da molti club importanti, e qui permettetemi di essere maligna e chiedermi come mai sia finito da noi, con numeri molto interessanti sulla media dei passaggi andati a buon fine, sulla percentuale dei contrasti vinti e sulle occasioni create. Tutto molto bello, ma giocare ad Empoli non è la stessa cosa che giocare a Firenze, le pressioni sono maggiori e le viviamo tutti i giorni, le aspettative altrettanto. La giovane età dell’ivoriano lo fa inserire fra le giovani promesse del calcio, sicuramente un gradino superiore alle varie scommesse che ci sono state propinate negli ultimi mercati. C’è inoltre da mettere in conto il ritornello “è un ragazzo lasciamolo crescere” e la pazienza è una dote che abbiamo esaurito, anche se mi auguro che esploda subito in tutta la sua bravura.

Il rammarico nasce solo dal pensiero delle cessioni che verranno fatte per ripianare queste uscite anticipate di cassa. I nomi sono sempre i soliti anche perché sono sempre gli stessi ad avere un buon valore di mercato e un interesse per le loro caratteristiche tecniche. Milenkovic, Veretout e Chiesa sono i più richiesti e sicuramente qualcuno di loro il prossimo anno giocherà lontano dal Franchi. Con questi chiar di luna non è immaginabile che la società allestisca una Viola inserendo pedine forti e mantenendo l’ossatura di prestigio. Così farebbe una proprietà con idee vincenti ma da noi è sempre una nuova avventura quasi mai piacevole. Così infatti vedo la nostra storia recente dove se parte Alonso arriva Olivera, se va via Bernardeschi ti spunta Gil Dias, se cerchi un terzino destro gli ultimi arrivati sono Diks, Salcedo, Gaspar e Laurini e sei costretto ad adattare Milenkovic in odore ormai di fare le valigie.

Ciò non toglie che accolgo o meglio accoglierò questo giovane viola con tutto l’affetto che va dato a chi veste la nostra maglia, meglio se capace di giocare un buon calcio.

La Signora in viola