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UN POSTO MENO SICURO

di Dimitri Conti

Da ormai due giorni a questa parte a Firenze e dintorni, o meglio nell'ambiente che segue la Fiorentina, non si fa altro - o quasi - che parlare e scrivere di Dusan Vlahovic, balzato agli onori delle cronache per essersi distinto - grazie ad una doppietta, e non solo - nella vittoriosa trasferta di Genova e oggi epicentro di speranze offensive, presenti e future, a tinte viola. Quasi a volersi dimenticare che il rinforzo offensivo era stato uno dei principali temi in agenda per il mercato di gennaio di Pradè e Barone, tanto da aver rappresentato il primo grande acquisto invernale.

Era infatti il 9 gennaio quando, in tarda serata, Patrick Cutrone atterrava a Firenze. Accolto dall'entusiasmo generale, prevalente nei confronti dello scetticismo, l'attaccante italiano classe '98 tornava in Serie A con la fame di chi voleva riconquistarsi sul campo lo status di brillante promessa acquisito ai tempi del Milan, e all'apparenza un po' svanito dopo i primi, rivedibili mesi in Inghilterra, al Wolverhampton.

Anche il costo complessivo dell'operazione, sì un prestito iniziale ma comprensivo di riscatto obbligatorio condizionato per un esborso totale di circa 20 milioni, aveva lasciato pensare che il neo-arrivato sarebbe stato sin da subito al centro delle idee tattiche di un altro volto nuovo in quel di Firenze, l'allenatore Iachini.

In effetti, tempo di inserirsi, e sembrava tutto procedere secondo programma, visto che delle sette partite in cui era disponibile, prima della Samp, ben cinque volte era partito titolare, subentrando solamente alla (sua) prima contro la SPAL, e nel quarto di finale di Coppa Italia contro l'Inter. Il bottino racconta di un solo gol all'attivo, quello che ha sbloccato la sfida di coppa poi vinta in inferiorità numerica ai danni dell'Atalanta.

Nell'attesa di vederlo sbloccarsi anche in campionato, però, è venuta fuori la grandissima prestazione offerta da Vlahovic in quel di Genova, che mette un po' in secondo piano il peso di Cutrone nelle gerarchie d'attacco, e che aggiunge sale su una concorrenza destinata con ogni probabilità a fornire un costante ballottaggio, domenica dopo domenica. Il posto di Cutrone, oggi, è meno sicuro di quanto sembrava fino a qualche giorno fa: riuscirà l'ex rossonero ad invertire la rotta, e tornare ad essere il nome più in auge?