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UN PROBLEMA CHIAMATO GOL

di Iacopo Barlotti

C'è un problema che più di ogni altro continua a tenere banco in casa Fiorentina: il gol. I viola, con appena cinque gol realizzati in 7 partite, sono infatti il terzo peggior attacco del campionato, davanti solamente ad Atalanta e Sassuolo. Numeri sui quali nessuno avrebbe scommesso quando - sotto l'ombrellone d'estate, come lo scorso anno - sui campetti dei quotidiani leggevamo di un tridente Rossi-Gomez-Cuadrado. "La Lazio aveva in campo Djordjevic e in panchina Klose; noi i nostri due migliori attaccanti li avevamo in ospedale" ha sottolineato Vincenzo Montella oggi nel post-partita.

Ma se Babacar non può certamente finire sotto accusa (la sua prova è stata comunque volitiva), ancora una volta è stato il gioco della Fiorentina a risultare poco incisivo. Tanto possesso palla, molti passaggi in orizzontale, poche verticalizzazioni e tiri in porta (Marchetti oggi non ha certo compiuto miracoli). Un problema - quello dei pochi palloni giocabili - che dunque non riguarda solo la Fiorentina di Gomez, ma anche quella che - oggi come non mai - non dà punti di riferimento.

Su sette partite di campionato giocate i viola in ben 4 occasioni sono rimasti a secco: contro Roma, Genoa, Sassuolo e Lazio. Per questo adesso la speranza è che il ritorno di Mario Gomez possa riportare un po' di peso e di concretezza all'attacco. Lo staff viola non vuole assolutamente rischiare e Montella rilancerà l'attaccante tedesco solo quando sarà pienamente recuperato. Ma intanto deve disegnare una squadra che possa favorirlo: da Pasqual a Marin, le soluzioni per regalare palloni al centravanti possono essere dove meno te le aspetti. Perché la Fiorentina ha disperatamente bisogno di Gomez. Ma, soprattutto, di gol.