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UNA DEA IN MINIATURA

di Dimitri Conti

Domenica pomeriggio si ricomincia con la Serie A, e per quanto riguarda la Fiorentina ci sarà da andare al Bentegodi per la sfida contro l'Hellas Verona. Un campo amico, se osservato dal punto di vista delle due tifoserie, unite da un gemellaggio ormai pluri-decennale, ma che non sarà altrettanto accogliente dalla parte dei giocatori di Montella. Anche perché la squadra viola è chiamata ad una reazione in terra scaligera dopo la batosta di Cagliari, ma le caratteristiche intrinseche dell'avversario impongono grande attenzione.

Andando a dare uno sguardo a quanto accaduto nelle prime dodici giornate, infatti, si può subito notare come l'Hellas goda di un'incredibile solidità difensiva: appena undici sono i gol al passivo per la squadra di Juric. Qualcuno potrebbe pensare magari ad incroci favorevoli di calendario, e invece no perché sulla strada dei veronesi sono passate già Juventus, Inter, Milan e Napoli, ossia quattro tra le squadre - in teoria - migliori del nostro campionato. E delle dodici partite disputate, ben nove erano con le medesime avversarie. Il dato difensivo della Fiorentina, per esempio è ben peggiore visto che i viola hanno subito 19 gol, otto più dell'Hellas. Un solo punto, a favore gigliato però, separa poi le due compagini.

Spulciando ulteriormente i dati ufficiali di Lega, si può notare come l'undici di Juric in campo abbia un atteggiamento abbastanza speculativo considerando che i gialloblù si piazzano agli ultimi posti delle graduatorie riguardanti il possesso del pallone, e le situazioni in cui questo è condotto nella metà campo avversaria, ma anche - per esempio - in quella relativa ai tiri totali tentati. La squadra di Juric, prevalentemente, giostra il pallone per gran parte del tempo con atteggiamento difensivo, e fa della compattezza il suo principale punto di forza.

La compattezza si esprime tramite un concetto sul quale Juric crede fortemente, e che accomuna il tecnico croato all'Atalanta resa grande da Gian Piero Gasperini: il sistema di marcature a uomo. Tema tattico predominante del lavoro di Juric ormai già dai tempi della prima avventura in A con il Genoa, l'allenatore croato anche in questa parentesi veronese sta puntando molto sui duelli uomo-contro-uomo in ogni parte del campo, pur esprimendo tali idee in modo meno totalizzante rispetto ai bergamaschi, disposti ad andare a prendere l'avversario anche se questo fosse a due metri dalla propria porta. L'atteggiamento degli scaligeri è molto più conservativo, con le marcature che cominciano ad essere applicate prevalentemente entro la metà campo di difesa, ma non mancano gli aspetti - aggressività compresa - che rendono l'Hellas Verona una sorta di Dea in miniatura. A Montella prendere le contromisure adeguate per evitare nuovi passaggi a vuoto, come quello andato in scena alla Sardegna Arena.