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UNA VIOLA (QUASI) GRANDE CON LE PICCOLE

di Andrea Giannattasio

Piccola con le grandi, (quasi) grande con le piccole. Al giro di boa della Serie A al tempo del Covid, è questa una delle prime certezze che la Fiorentina è riuscita a regalare. Il successo ottenuto ieri sera contro il Crotone non ha soltanto permesso ai viola di chiudere il girone d’andata a quota 21 punti e a +7 sulla zona retrocessione (lo stesso dato ottenuto un anno fa con Iachini in panchina) ma ha certificato che la squadra di Prandelli, quando si deve mettere il vestito da provinciale o da operaia, sa recitare il suo dovere quasi alla perfezione: Pezzella e compagni infatti, fermi al 12° posto dopo il 2-1 contro i calabresi, non hanno mai perso contro le formazioni che stanno sotto in classifica. Una magra consolazione certo (specie per gli obiettivi con cui la società, ma soprattutto i tifosi, erano partiti ad inizio anno) ma che testimonia come, per tasso tecnico e pure per spirito di gruppo, la Fiorentina sia riuscita in questi mesi tenere la barra dritta verso l’obiettivo salvezza, senza mai sprofondare nei bassifondi della classifica o cadere in preda al panico dopo alcuni dolorosi ko.

Contro le otto squadre che stazionano alle spalle dei viola (nell’ordine, Bologna, Udinese, Spezia, Genoa, Torino, Cagliari, Parma e Crotone) la Fiorentina ha ottenuto 16 dei suoi attuali 21 punti (ovvero il 76%), pari a quattro vittorie ed altrettanti pareggi. Zero sconfitte, dunque, a riprova che quello di Prandelli è un gruppo che con le zone pericolose della classifica ha, sulla carta, poco o nulla a che fare. Diverso il discorso, invece, se si analizza il rendimento dei toscani contro le undici formazioni davanti in graduatoria: in questo caso, il bottino portato a casa è decisamente magro, ovvero una sola vittoria (l’incredibile exploit di Torino contro la Juventus), due pareggi (Verona e Sassuolo) e otto sconfitte, per un totale di soli cinque punti raggranellati. Nulla di clamoroso, il 12° posto che occupa oggi la Fiorentina è figlio ovviamente del divario tecnico che esiste (da tempo) con le prime della classe. Eppure resta l’amaro in bocca per ko in parte evitabili (contro Samp e Benevento) che oggi avrebbero potuto dare al club di Commisso una classifica migliore. Sarà questo il nuovo obiettivo in vista del girone di ritorno?