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VISTA IN TRASFERTA, Uniti per la maglia

di Redazione FV
Fonte: A cura di Patrizia Iannicelli

Dopo la vittoria al fotofinish al Franchi, che in minima parte ha attutito le polemiche e le contestazioni dell'ultimo periodo, i tifosi viola si apprestano ad affrontare una delle ultime complicate trasferte dal punto di vista logistico. La prima in assoluto verso la città di Crotone, data la storica promozione nella massima serie dei rossoblù. La maggior parte si mette in movimento la notte precedente alla gara con pullman e pulmini organizzati, pochi con voli di linea, qualcuno con mezzi propri. Un vero e proprio tour dal capoluogo toscano alla Calabria, in media circa 12 ore di viaggio. La giornata di sole quasi estiva offre la possibilità di visitare la città, di fare una passeggiata sul lungomare gustando le prelibatezze del luogo.

I gruppi organizzati sono scortati nel settore ospite dell'impianto "Ezio Scida" intorno alle 14.00, il numero totale dei presenti, compresi i tifosi viola arrivati dalla Sicilia, i calabresi e i supporter gemellati del Catanzaro, risulteranno 350. Prima del fischio d'inizio, fuori dallo stadio qualche attimo di tensione tra i tifosi di casa e i catanzaresi per ovvi motivi di rivalità calcistica, ma all'interno dell'impianto le solite scaramucce verbali. Il sole a picco già prima della gara è quasi insopportabile, ma all'entrata in campo delle squadre per il consueto riscaldamento, tutte le forze fisiche sono all'indirizzo della squadra con cori incessanti e di massimo supporto.

Sul fronte formazione nessuna novità, solito modulo del 3-4-2-1, Tatarusanu, Sanchez, Gonzalo Rodriguez, Astori, Chiesa, Badelj, Vecino, Tello, Ilicic, Borja Valero, Kalinic, assente Bernardeschi per problemi fisici. Nella prima frazione di gioco la Fiorentina attacca sotto il settore ospiti, e la prima occasione sprecata (non l'unica), è di Tello che manda alto. I viola lasciano spazi agi avversari che ne approfittano con Falcinelli, provvidenziale Gonzalo che manda in corner. Poi inizia la sfida tra Kalinic e il portiere Cordaz che in più occasioni si supera. Alla mezz'ora l'ennesimo palo di Ilicic evidenzia oltre la poca consistenza di gioco e il ritmo blando anche la buona dose di sfortuna del viola in questa stagione. Esausti e quasi rassegnati al solito rituale della gara precedente, ritmo soporifero, poche azioni salienti : ennesima occasione sprecata per Kalinic e portiere rossoblu protagonista.

Si va all'intervallo con le solite constatazioni, mancanza di gioco, poca concretezza sotto porta, un copione noioso già visto. Nella seconda frazione di gioco i padroni di casa sotto porta sono imprecisi e mostrano i limiti di una squadra relegata in fondo alla classifica, ma i viola non danno l'impressione di creare grossi pericoli. Il palo di Falcinelli mette i brividi e porta allo sconforto, e il rinvio sbagliato di Tatarusanu con conseguente contatto in area con lo stesso attaccante, per fortuna non sanzionato, preclude ad un'altra dura giornata. Il primo cambio è Saponara per Chiesa, che sembra vivacizzare le azioni di gioco. Subito dopo gli ultimi cambi a disposizione Maxi Olivera e Babacar per Ilicic e Badelj. Il Crotone in avanti con Trotta che sfiora il vantaggio ma è ancora Kalinic che impegna il portiere rossoblù. Quando si aspetta, ormai disperati, solo il fischio finale con cori di dissenso verso società e giocatori, dalla parte opposta un assist perfetto di Saponara trova Kalinic che realizza il vantaggio viola. Vittoria insperata e sofferta che non cancella il momento poco brillante della squadra, ma che lascia dubbi e perplessità per l'avversario di poco valore.

Un successo che attenua critiche e polemiche, ed evita ulteriori contrasti e rotture già in atto con la tifoseria. Resta la solita prestazione monotona e sottotono con giocatori inadeguati in alcuni reparti che hanno evidenziato i limiti della squadra. L'appello all'unità tra società, allenatore, giocatori per provare a centrare l'ultimo probabile obiettivo rimasto, quello di un posto per l'Europa, sembra aver dato un minimo di carattere per crederci fino alla fine, anche se i punti da recuperare restano tanti A fine gara pochi applausi verso la squadra che si ferma a metà campo, ormai un rituale scontato senza entusiasmo. L'unica cosa certa resta il coro che è un inno comune per tutti: " solo per la maglia", uniti e compatti per la maglia della Fiorentina. Ancora 12 ore di viaggio di ritorno verso la Toscana, l'unità d'intenti dei tifosi non necessita di proclami, ma si dimostra in ogni singola gara, con la semplice realtà di essere al fianco della squadra.