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VLAHOVIC VICE CHOLITO: TUTTI I PRO E I CONTRO DELLA SCELTA

di Andrea Giannattasio

Tra i punti interrogativi più grandi lasciati in eredità dalla campagna acquisti della Fiorentina (in ogni caso però giudicata dai tifosi ampiamente sufficiente, come documentano i risultati del sondaggio lanciato sulle nostre pagine) spicca in primo piano quello relativo al vice Simeone. Un ruolo consegnato in tutto e per tutto (e senza mai ripensamenti) al promettente e giovanissimo Dusan Vlahovic che dovrà farsi trovare subito pronto nel caso in cui Pioli dovesse chiamarlo in causa fin dalle primissime giornate. 

Sulla carta, però, al serbo ex Partizan non toccheranno che le briciole nell'arco di questa stagione, visto che senza impegno europeo le chances di spazi in attacco si ridurranno drasticamente. E questo, a maggior ragione, se si guarda ai numeri collezionati l'anno scorso dal Cholito, che su 38 gare di campionato ha giocato altrettante partite, delle quali solo due da subentrato. Numeri bulgari, più che argentini.

Ci si domanda a questo punto quali siano i pro e i contro di questa scelta da parte della Fiorentina, che dovrà vivere una stagione all'insegna della rincorsa europea, come più volte ribadito da parte della proprietà. Analizziamo dunque le conseguenze positive e negative che potrebbe portare l'annata di Vlahovic come unico centravanti di riserva:

I PRO

La voglia di sfondare: avere soltanto 18 anni può avere vantaggi e non. E' giusto però credere (e sperare) che un ragazzone alto 1,90 m che la Fiorentina ha soffiato alla concorrenza agguerrita di tante big possa vivere la sua prima avventura a Firenze con la voglia di spaccare il mondo anche se dovesse giocare 5' a partita. 

La fiducia dell'allenatore: Vlahovic si allena con continuità con la prima squadra da ormai da cinque mesi ed ha già avuto modo di mettersi in luce agli occhi di Stefano Pioli anche prima dell'inizio del ritiro estivo. E' stato proprio il tecnico a confermare all'inizio del mercato l'inutilità di un'altra punta da affiancare al serbo e a Simeone. Qualcosa vorrà pur dire.

I giudizi degli addetti ai lavori: chiunque abbia avuto modo di visionare Vlahovic ai tempi del Partizan, sia nel settore giovanile che in prima squadra, è rimasto a dir poco impressionato dalle qualità di questo giocatore dalla faccia buona ma dal cinismo spietato quando si trova sottoporta. "E' un attaccante destinato ad andare in doppia cifra molto presto" raccontano gli intermediari che hanno curato la trattativa per la Fiorentina.

I CONTRO 

La poca esperienza: 0 presenze e 0 gol fatti in Serie A: il biglietto da visita di Vlahovic ai nastri di partenza della nuova stagione recita questo. Non certo il massimo per un giocatore che dovrà sostituire in caso di emergenza uno che (il Cholito) lo scorso anno ha realizzato 14 gol (segnando a tutte le big tranne la Juve) senza battere i rigori.

Una Moena in chiaro-scuro: diciamo la verità, le due settimane trascorse in Val di Fassa dal serbo non hanno riempito l'occhio né di Pioli né dei tifosi che hanno raggiunto Moena. La qualità e la voglia di sfondare ci sono tutte, è chiaro, ma la precisione e la freddezza quella proprio non si è vista. Solo calcio estivo?

Il peso delle pressioni: viene spontaneo domandarsi se un giovanissimo di 18 anni sarà in grado di sopportare eventuali critiche qualora le sue prime prestazioni non fossero giudicate all'altezza. E' vero, in Serbia si cresce mentalmente molto prima e certe parole al veleno scivolano via come acqua su un impermeabile. Dusan, però, saprà fare altrettanto?