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A Londra coi titolarissimi: Vanoli mette in pausa il turnover da Conference

di Alessandro Di Nardo

E se fossimo arrivati anche questa stagione nel momento in cui i giovedì contano più dei weekend? E dire che la Fiorentina ce l'aveva messa tutta per far capire che la priorità era un'altra. La salvezza ancora non è matematica (mancano almeno sei punti da racimolare in sette gare), ma con otto punti nelle ultime quattro gare e il rallentamento delle altre adesso si può respirare. E tornare a guardare quella competizione relegata spesso a 'sfogatoio' del giovedì.

Cambio di priorità (per qualche giorno)
Anche l'ambiente forse, adesso riserverà alla Conference un trattamento più signorile rispetto ai 7-8 mila spettatori visti contro Jagiellonia e Rakow. Gli scansoni delle coppe ci sono stati, soprattutto nei mesi invernali. Adesso la primavera ha fatto tornare un po' d'appetito anche a una piazza rimasta sempre glaciale nei confronti del terzo torneo Uefa: più di 1600 tifosi viola a Londra, poi una settimana dopo la speranza è di vedere un sold out che al Franchi, per una serata europea, manca da più di dieci anni (anche se sarà 'facilitato' dalla capienza dimezzata, con tutto esaurito fissato attorno a 21mila spettatori). Intanto, a Selhurst Park, ci sarà un'atmosfera che gratificherà anche chi questa coppa non l'ha mai sopportata: catino britannico, 25mila presenti e davanti una squadra da Europa League; perché il Crystal Palace quella coppa avrebbe dovuto giocare, salvo poi retrocedere in Conference per la norma che vieta che due club dello stesso proprietario possano giocare lo stesso torneo internazionale - John Textor, imprenditore americano, possiede quote sia del Palace che dell'Olympique Lione-.

Fiorentina A
Per la prima volta in quattro anni, nella fase a eliminazione diretta la Fiorentina affronta un club dei top cinque campionati europei prima delle semifinali, questo basta, si spera, a svegliare dal torpore tutto l'ambiente. Questa ritrovata verve nei confronti della Conference, unita a una situazione più tranquilla in campionato, farà sì che le scelte di Paolo Vanoli saranno molto diverse rispetto ai precedenti turni. Se con Jagiellonia e Rakow le rotazioni sono state ampie, a Selhurst Park giocheranno i migliori a disposizione: nessuna fretta per forzare calciatori non al meglio, come Manor Solomon, ma la voglia di vedere per la prima volta nel 2026 la Fiorentina A anche il giovedì. A cominciare dal portiere: David De Gea si era risparmiato le quattro sfide contro i polacchi, sostituito prima da Luca Lezzerini poi da Oliver Christensen; contro le Eagles, in un clima che conosce a menadito, ci dovrebbe essere di nuovo lo spagnolo, con gerarchie che dovrebbero essere ristabilite anche in altre zone del campo, Nicolò Fagioli in cabina di regia su tutti -il numero quarantaquattro sarà squalificato contro la Lazio, al pari di Albert Gudmundsson, un altro probabile titolare in Inghilterra-. Il gatto (la salvezza) non è ancora nel sacco, ma il palcoscenico e soprattutto il fatto che la prossima gara di Serie A, contro la Lazio, sarà lunedì, quattro giorni dopo la trasferta londinese, non dovrebbero far fare troppi calcoli a Vanoli e al suo staff.


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