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Adani: "Ndour intraprendente. Gud, serve continuità, personalità e più inventiva"

di Redazione FV
Fonte: dal nostro inviato Lorenzo Marucci

Daniele Adani ha partecipato all’evento “Viva el futbol” al Teatro Verdi, tornando a parlare della Fiorentina, dei suoi ricordi in viola e dell’attualità della squadra.

Lele, ne abbiamo parlato: è sempre bello per te tornare a Firenze.
"Sì, è bellissimo. Si percepiscono davvero delle vibrazioni speciali, è una grande gioia. Sono contento di vivere queste ore intense, legate al calcio e a quello che è stato il mio pubblico".

Ti sei preparato qualche aneddoto legato alla stagione della Coppa Italia?
"No, non ancora… è presto per certe cose! Però è stata una stagione bellissima per tutto quello che abbiamo vissuto. Sono passati tanti anni dall’ultimo trofeo della Fiorentina e ricordare quei momenti è importante, anche per rinfrescare la memoria".

Ieri è stata una bella partita tra Fiorentina e Inter.
"Sì, una bella partita. L’ho detto anche alla Domenica Sportiva: secondo me la Fiorentina meritava. Ha avuto anche la responsabilità di non trasformare alcune situazioni potenzialmente pericolose in vere occasioni da gol. L’Inter mi è sembrata un po’ pigra, poco reattiva nelle due fasi, mentre la Fiorentina era pienamente in partita. Avrebbe potuto produrre ancora di più, anche se ha tirato molto in porta. Negli ultimi due mesi, comunque, è una delle partite più complete della Fiorentina".

È mancata concretezza sotto porta, nonostante le occasioni con Gudmundsson e Kean.
"Sì, ma sono arrivati anche i centrocampisti, i terzini, c’è stato accompagnamento. È stata una partita fatta seriamente. Piuttosto che fare tante conclusioni, serviva maggiore qualità nelle scelte: non 25 tiri, ma magari 5 fatti meglio".

Fagioli è stato premiato come migliore in campo: Cassano è stato troppo critico?
"Antonio ha le sue idee, spesso molto diverse da quelle degli altri, ma a volte vede cose giuste. Il suo livello di riferimento, però, è altissimo. Secondo me Fagioli ha fatto una buona partita e, in un certo momento della stagione, ha preso in mano la squadra. Nelle ultime 6-7 partite la Fiorentina ha giocato davvero bene anche grazie a lui".

Sembra esserci una Fiorentina diversa con e senza Fagioli.
"Sì, attorno a lui ruotano tanti giocatori, ma credo sia fondamentale per le sue letture, per le imbucate, le verticalizzazioni e il palleggio. Questa è una squadra nata per giocare palla a terra e ora, con più sicurezza, sembra anche divertirsi di più. Ieri ho detto che mi sembra una squadra felice di giocare a calcio".

Gioca da squadra, quindi?
"Sì, e gioca anche bene. Non è solo aggressività: c’è proprio qualità nel gioco".

Un parere su Ndour, cresciuto molto durante la stagione.
"Mi sembra quello il suo ruolo naturale. Però bisogna dargli tempo: ha ancora poche partite per pretendere tanto. Fisicamente è forte, tecnicamente valido, è intraprendente. Sta crescendo bene e lavorare in certi contesti lo aiuta".

Cosa manca a Gudmundsson per essere più decisivo?
Il livello. Essere decisivi a Firenze significa raggiungere uno standard molto alto, quello dei grandi che hanno vestito questa maglia.
Serve continuità, personalità, inventiva e connessione con il pubblico. Lui invece mi sembra ancora troppo discontinuo".


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