.

Commisso e le prime frasi viola del 2019: "Io sono un tifoso. Chiamatemi Rocco"

di Andrea Giannattasio

C'è un episodio che tocca il cuore più di altri nel ricordare Rocco Commisso, scomparso stanotte all'età di 76 anni. Ovvero il giorno in cui, per la prima volta da proprietario della Fiorentina, sbarcò a Peretola dopo il closing a Milano con la famiglia Della Valle. Il 6 giugno 2019, sceso dall’aereo con occhi pieni di emozione, disse ai tifosi: “Come dovete chiamarmi? Rocco! Così sono nato e così sono ancora così. Anche in America mi son sempre fatto chiamare così: Mr. Rocco. Spero di stare spesso a Firenze però, sono nato in Italia e le mie radici sono qui.” Parole semplici e profonde, che raccontavano il legame autentico con questa città e con il calcio.

E ancora: “Mi hanno detto che un Presidente non dovrebbe mai stare con i tifosi ma io a New York faccio così. Io non sono un padrone, vivo per il calcio e sono un tifoso.” Era quella la sua visione: non un padrone, ma un tifoso innamorato dei colori viola, un uomo che voleva condividere gioie e dolori e speranze. Oggi Firenze, la Fiorentina e tutti i tifosi piangono la sua scomparsa. Commisso lascia un’eredità umana e sportiva che vive nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e accanto a lui di sognare.


Altre notizie
PUBBLICITÀ