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Dzeko attacca, ma sbaglia ricostruzione: cosa è successo davvero a Parma

di Andrea Giannattasio

Le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore da Edin Dzeko alla Bild hanno fatto rumore. L’attaccante, da poco trasferitosi allo Schalke 04 dopo sei deludentissimi mesi alla Fiorentina, ha spiegato infatti i motivi che lo hanno portato a salutare la maglia viola dopo poco tempo, facendo riferimento alla sfida giocata a Parma e alle scelte in panchina di Vanoli che non lo hanno evidentemente convinto. Una serie di frasi dell’ex Roma hanno lasciato intendere immobilismo tattico e scarsa voglia di osare dopo che i ducali erano passati in vantaggio (“Stavamo perdendo dopo l'intervallo e mi stavo riscaldando. Pochi minuti prima della fine, l'allenatore ha tolto un difensore e ne ha inserito un altro: mi sono detto che non potevo continuare così”).

Cambio necessario
Peccato che la ricostruzione fatta dal bosniaco non corrisponda ai fatti. Il cambio “difensore per difensore” non è stato effettuato nel finale di gara, né tantomeno in un momento di svantaggio. La sostituzione è avvenuta all’intervallo, quando il punteggio era ancora fermo sullo 0-0. E non per una scelta conservativa o per mancanza di coraggio, ma per una necessità precisa: Viti aveva chiesto infatti il cambio per un problema fisico (al suo posto è entrato Fortini). Una situazione, dunque, dettata dalle circostanze e non da una strategia rinunciataria. 

Una scelta offensiva
Non solo. Dopo il gol del Parma (arrivato al 48’ con Sorensen), la Fiorentina 15’ dopo ha provato a rimontare con una chiara mossa offensiva: è entrato infatti Piccoli ad affiancare Kean e Gudmundsson, che erano già in campo (e lì sono rimasti fino al 90’). Altro che segnale difensivo: la squadra ha chiuso con tre giocatori offensivi, nel tentativo evidente di riprendere la partita. Alla luce di questi elementi, il quadro dipinto da Dzeko appare quantomeno impreciso.


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