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Gennaio certifica il fallimento estivo: la Fiorentina sconfessa quanto fatto negli ultimi mesi

di Redazione FV

Più che una sessione invernale è sembrato un riadattamento di Highlander. «Ne resterà soltanto uno» era il titolo del quel film e ad un certo punto, la Fiorentina sembrava volerlo prendere alla lettera. Il riferimento è ad un ribaltone che ha comunque del clamoroso. Da giugno, ad oggi. Questo l'incipit dell'articolo del Corriere Fiorentino in cui si parla delle uscite in casa Fiorentina. 

In sei mesi, è come se il club viola avesse rinnegato se stesso. Dall’allenatore al d.s. per arrivare ai calciatori. Quasi tutti spazzati via da un ciclone arrivato senza avvisare e capace di lasciare tante maceria e una classifica da ricostruire. La Fiorentina ha cancellato praticamente tutto quello che aveva costruito: via Dzeko, interrotti in anticipo i prestiti di Viti e Nicolussi Caviglia, Sohm spedito a Bologna (in prestito con diritto diriscatto) come parziale contropartita per Fabbian. Dei giocatori acquistati tra giugno ed agosto insomma, ne son rimasti soltanto tre: Piccoli (che non si sarebbe potuto trasferire perché aveva vestito anche la maglia del Cagliari in Coppa Italia), Lamptey (gravemente infortunato e destinato molto probabilmente a non rimettersi in tempo per la fine della stagione) e Fazzini che, tra chiacchiere con il Bologna e discussioni last minute con la Cremonese, è stato comunque al centro di diverse trattative. Una rivoluzione, quindi, ma anche e forse soprattutto un modo per rinnegare le proprie precedenti convinzioni, scrive il Corriere.


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