Il Como passeggia sulla Fiorentina B e fa la storia: fallisce l'esperimento dei viola
Quarant’anni dopo l’ultima volta, il Como conquista per la seconda volta nella sua storia i quarti di finale di Coppa Italia. Al Maradona, contro il Napoli, ci arriverà trascinato dal suo numero 10, Nico Paz, argentino come il Diez per eccellenza. Scrive questo la Gazzetta dello Sport, che poi analizza la sfida di ieri sera. A volte il destino ci mette lo zampino: entrato a fine primo tempo al posto dell’infortunato Douvikas, il talento classe 2004 ha firmato nella ripresa il gol decisivo del 2-1 contro la Fiorentina.
Una rete che era nell’aria, perché la Viola sperimentale schierata da Vanoli, con otto cambi rispetto all’ultima di campionato, aveva progressivamente lasciato il controllo del match agli avversari. Troppo Como per una squadra partita bene con il vantaggio di Piccoli, ma poi incapace di mantenere il pallino del gioco, affidandosi quasi esclusivamente al contropiede. La squadra di Fabregas, dopo il pareggio nel primo tempo firmato da Sergi Roberto sugli sviluppi di un corner, ha preso definitivamente in mano la gara. L’ingresso di Paz ha cambiato l’inerzia: senza un vero centravanti, il Como ha occupato stabilmente la metà campo avversaria, alzando ritmo e pressione. La Fiorentina ha provato a resistere abbassandosi, ma l’assedio biancoblù ha prodotto il gol del sorpasso, favorito anche da un errore difensivo. Nel recupero, poi, Morata – entrato da pochi istanti – ha chiuso i conti, legittimando una vittoria meritata. Per il Como è un momento d’oro: sesto posto in campionato e sogno Coppa Italia più vivo che mai.