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Il nuovo-vecchio che avanza: agli antipodi di Arteta, Cuesta ha smentito tutti

di Ludovico Mauro

Il nuovo che avanza, ma anche il vecchio. Carlos Cuesta è il giusto mix tra nuova generazione e vecchia scuola, col supporto non banale dei risultati. Il tecnico spagnolo ha smentito tutti, soprattutto chi voleva il Parma spacciato già in estate, prima ancora che il campionato iniziasse. Arrivato da quasi perfetto sconosciuto, il classe '95 incarna una figura che nel calcio di oggi è probabilmente un ibrido da scoprire: nonostante la provenienza dallo staff di un maestro come Arteta, il suo calcio è quanto di più semplice possibile. 3-5-2 alla vecchia maniera (alternato al 4-3-3), squadra ben impostata a livello difensivo, pronta al fraseggio solo nelle zone di campo in cui è permesso e dove annovera i suoi giocatori migliori. Il risultato è una formazione che ai primi di marzo, nonostante il cambio radicale in panchina e una rosa non tra le migliori, è praticamente già salva.

Con 33 punti già messi da parte, i ducali hanno quasi concluso la missione salvezza e l'hanno fatto con ampi meriti da riconoscere in primis al loro allenatore. Cuesta, al debutto da guida tecnica, non è stato il palleggiatore spasmodico che tutti si immaginavano dopo aver scrutato la sua provenienza calcistica (spagnolo, allievo di Arteta…). Ha impostato il suo lavoro su un undici che bada al sodo, molto attento agli attacchi avversari - giusto 32 gol subiti, appena quattro in più del Napoli scudettato o della Juventus - e padroneggia il pallone solo quando la zona di campo glielo permette. Quella della trequarti offensiva, in cui sfoggia giocatori che con l'attrezzo hanno la giusta sintonia (vedi Bernabè, Strefezza, Oristanio, non fuoriclasse ma elementi più che discreti sul piano tecnico). I risultati sono sotto gli occhi di tutti e molti sono stati ottenuti anche con le squadre più forti: una vittoria e un pareggio col Milan, pareggio col Napoli, una vittoria col Bologna, un pareggio con l'Atalanta. All'andata la Fiorentina ha già fatto i conti con tutto questo, nella speranza che domenica, dopo il disastro di Udine, la squadra di Vanoli sappia affrontare la sfida in modo decisamente migliore.


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