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Kean e quel dolore alla tibia che torna puntuale, domani sarà valutato

di Luciana Magistrato

Moise Kean ieri ha chiesto di uscire al 71' dopo un tiro fatto male che ha poi provocato l'infortunio di Bertola. Un infortunio che ha destato subito preoccupazione, con tanto di ghiaccio sulla parte sofferente. Dopo i problemi con la caviglia (che ha richiesto un paio di partite di riposo e una tabella personalizzata di lavoro), il dolore riguarda la tibia ma non è un problema dell'ultima ora. Il giocatore da mesi, se non dalla stagione scorsa, convive con il problema che, prendendo una botta forte in una certa zona della gamba, gli dà dolore e deve fermarsi. La settimana passata poi è stata particolarmente impegnativa tra impegni personali (come seguire sfilate a Milano, compleanno e l'uscita del disco) e tre partite consecutive, visto che era dovuto entrare anche con lo Jagiellonia e in quell'occasione ha preso una prima botta.

Il giocatore, sulla scia dell'entusiasmo per i tre gol e mezzo (in Conference il pallone è stato poi deviato da Romandzuc) consecutivi in campionato, cercava sicuramente il quarto stringendo i denti ma poi ha chiesto il cambio alla prima avvisaglia anche per timore di andare incontro al peggio rischiando un'assenza lunga per la Fiorentina e la Nazionale (a fine mese ci sono i playoff per i Mondiali). Domani la squadra si ritroverà dopo il giorno libero e Kean sarà certo valutato, lo staff dovrà capire se rispolverare quel piano personalizzato e giorni di riposo (magari un paio) come per il problema alla caviglia o se il dolore è già passato e il gonfiore passato grazie ai trattamenti di queste ore. Certo è che, dopo lo stop di Udine, la Fiorentina non può fare a meno dei suoi gol per salvarsi e tutti questi problemi fisici non permettono al giocatore di tornare quello della scorsa stagione.


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