Kean e una clausola da valorizzare col Mondiale: tre big italiane e la Premier osservano
Moise Kean è tornato a mettersi in mostra con l'ennesimo gol stagionale segnato con la maglia della Nazionale. L'attaccante della Fiorentina resta uno dei giocatori a cui aggrapparsi per la qualificazione al Mondiale che verrà portata a termine solo con una vittoria in trasferta contro la Bosnia (martedì sera ndr). Il percorso con la squadra di Gattuso, soprattutto in caso di approdo alla Coppa del Mondo, potrebbe far tornare a lievitare il costo del cartellino dell'attaccante, raggiungendo (e potenzialmente superando) il costo della clausola fissata con l'ultimo adeguamento del contratto, ovvero 62 milioni.
Nonostante una stagione in chiaroscuro in viola, legata al rendimento di tutta la squadra e non solo delle prestazioni singole, il fatto che manchino ancora diverse partite alla fine del campionato (e speriamo della Conference) e che Kean possa disputare anche il Mondiale, rimette in gioco una clausola che per molti pare 'monstre' ma che in realtà è in linea con il costo dei cartellini degli attaccanti.
Un esempio la Fiorentina ce l'ha in casa con Piccoli, pagato 27 milioni di euro l'estate scorsa. Ma c'è anche l'esempio di Lucca, per il quale il Napoli ha speso ben 40 milioni di euro. Se queste sono le cifre di attaccanti con un rendimento inferiore rispetto a quello del bomber della Nazionale e della Fiorentina, se lo stesso Kean dovesse confermare il trend di crescita dopo l'infortunio, allora 62 milioni potrebbero reputarsi in linea con i costi del mercato odierno.
In Italia, Milan, Napoli e Roma potrebbero provare a raggiungere tale cifra, magari inserendo una contropartita all'altezza. All'estero, la Premier non è un'ipotesi da scartare. Kean ha fallito in passato con la maglia dell'Everton, ma era un altro giocatore rispetto a quello di oggi. Per questo, anche dall'Inghilterra potrebbero arrivare proposte milionarie.
È chiaro che la Fiorentina e chi l'allenerà (chiunque sia), vorrebbero poter contare ancora sul proprio cannoniere, ma è anche vero che la clausola non la protegge totalmente da un'operazione in uscita. A quel punto, in caso di addio, starà alla competenza di Paratici e degli altri dirigenti utilizzare bene i soldi incassati per trovare un sostituto all'altezza. In passato è stato spesso sinonimo di insuccesso, il nuovo ds cercherà di interrompere anche questo trend.