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La partita che non c'è stata. Il CorSport: "Ma quale occasione persa per la Fiorentina?"

di Redazione FV

Il paradosso che preoccupa i tifosi viola è che non puoi chiamarla nemmeno occasione persa, perché le occasioni bisogna costruirsele. Anzi prima bisogna volerle e poi, visto che di calcio e pallone si parla, andare in campo con le idee, il gioco, la consapevolezza e la determinazione per concretizzarle: esattamente tutto ciò che è mancato alla Fiorentina anche nella gara numero 3.000 in A, evento che meritava ben altro atteggiamento. Complice la sconfitta della Cremonese a Lecce, Vanoli e i suoi sono passati al quart’ultimo posto, potenzialmente salvi come mai accaduto finora, e i paradossi così diventano due. Ma il punto di vantaggio sui grigiorossi non inganna nessuno, men che mai proprio la gente del Franchi che ha riservato i fischi e i cori classici di queste situazioni a De Gea e compagni, perché la salvezza è ancora lontana e già lunedì sera nel posticipo proprio a Cremona si capirà se la squadra di Vanoli avrà trovato il modo per accorciarla o se, viceversa, la sposterà più in là complicando ulteriormente una stagione terribilmente complicata. Lo scrive il Corriere dello Sport, che parla di gara da zero assoluto, in termini di pericolosità offensiva della Fiorentina.

 I viola sono durati cinque minuti, condensati in uno, quello tra il 3’ e il 4' della ripresa, quando prima l’asse Mandragora-Fagioli non dava i risultati sperati e poi, soprattutto, una manciata di secondi dopo, Piccoli ci metteva un’eternità a calciare dando modo a Delprato di respingere il tiro a pochi metri da Corvi. Incredibile a dirsi, o forse no, la partita della Fiorentina è finita lì, sottolinea il quotidiano.


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