La salvezza ha un prezzo. Per la Nazione quella della Fiorentina è una rivoluzione a metà
La permanenza in Serie A adesso ha un prezzo preciso, anche sul piano salariale. La Nazione fa i conti sul mercato estivo e su quello invernale, appena concluso, della Fiorentina. Il primo dato simbolico è impietoso: quattro degli otto calciatori acquistati tra luglio e agosto sono già stati accompagnati alla porta. Un’ammissione di colpa che racconta bene quanto quella finestra estiva fosse stata costruita su basi fragili. Oltre a Dzeko, Sohm, Nicolussi e Viti hanno fatto le valige anche profili finiti ai margini come Marí, Richardson, Martinelli e Infantino, a conferma di una scelta radicale: quella di voltare pagina.
Ma c'è stato anche il mercato in entrata e un messaggio che il quotidiano fiorentino sottolinea: in caso di salvezza la Fiorentina si è impegnata a versare quasi 30 milioni di euro per i riscatti che diventeranno obbligatori (più altri 18 se il club vorrà aggiudicarsi pure Solomon ed Harrison). Una risposta concreta a chi, dopo la scomparsa di Rocco, aveva ipotizzato un disimpegno della proprietà, che già in estate aveva registrato un passivo sul mercato di 60 milioni. Quella firmata dal ds Goretti, col supporto da remoto di Paratici, è stata dunque una rivoluzione a metà ma dal significato pieno. Anche la formula particolare ricalca la voglia di salvarsi: i riscatti di Brescianini, Fabbian e Rugani saranno infatti automatici in caso di mantenimento della categoria. Anche la salvezza, in fondo, ha un costo. E la Fiorentina ha deciso di pagarlo.