Vanoli e lo scacco matto a Vincenzo Italiano: il tecnico viola ha 'fregato' il Bologna con le sue armi
Nell'analisi di Bologna-Fiorentina fatta da Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport, trova spazio anche una riflessione sul lavoro fatto da Paolo Vanoli e sulle mosse messe in atto per bloccare i rossoblù di Vincenzo Italiano: se la caratteristica principale del gioco dell’ex allenatore viola sta nella capacità di recuperare palla in tempi molto stretti, allora stavolta Vanoli gli ha rubato l’idea. Il gol dell’uno a zero è nato da una palla rubata da Ndour a Holm, poi lavorata come fosse un orefice da Fagioli, rifinita con la stessa classe da Gudmundsson e conclusa da Mandragora. Il due a zero, invece, era tutto nella perla di Dodo, settanta metri di scatto dopo un fantastico controllo nella propria area di rigore, cross, rimpallo di Freuler e guizzo di Piccoli. In mezzo a queste due reti, solo Fiorentina.
Le uniche ombre riguardano, ancora una volta, i minuti conclusivi: con quattro cambi in contemporanea il Bologna ha cambiato faccia e passo e dopo aver rischiato di prendere il terzo gol con Pongracic si è messo a giocare nella metà campo avversaria, pur senza creare pericoli. Le sostituzioni della Fiorentina, a metà ripresa, hanno avuto invece l’effetto opposto: Brescianini, Sohm e Solomon non si sono avvicinati al rendimento di Mandragora (infortunato), Gudmundsson e Ndour, i tre usciti dal campo. Come in un film già visto, i viola hanno barcollato nell’ultimo quarto d’ora: occasione di Fabbian, palo di Rowe, gol di Fabbian. Solo Doveri, col fischio finale, ha scacciato la paura della beffa.