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Zaniolo ammette alla Gazzetta: "Da giovane io e Kean abbiamo fatto qualche ritardo di troppo"

di Redazione FV

Chiamatelo pure rinascimento. Nicolò Zaniolo è tornato sulla scena della Serie A. Esattamente com’era da bambino. "Energico, vivace, sempre col pallone, innamorato di papà Igor che è stato il mio esempio di vita. Mi portava al campo, come oggi io faccio col mio figlio più grande Tommaso. Mi ha trasmesso l’amore per il calcio. Non ho mai vissuto il calcio come ossessione, ma come divertimento". Questo un estratto dell'intervista concessa dal numero dieci dell'Udinese alla Gazzetta dello Sport. Zaniolo ha ripercorso la sua lunga e travagliata carriera, parlando anche di un possibile ritorno in Nazionale: "La maglia dell’Italia è un sogno, sto facendo di tutto. Se la chiamata del ct Gattuso arriva sarò strafelice, se non arriva continuerò a lavorare per ottenerla". 

Ma Zaniolo ha anche parlato di un suo grande amico, Moise Kean, ritornando su qualche episodio in cui i due finirono al centro delle polemiche ormai tanti anni fa, ai tempi dell'Under21 - 
È stato dipinto come un bad boy. Che ha combinato? 
"Ragazzate. Qualche ritardo di troppo io e Moise Kean. Ero leggero. Ma sono cambiato. Noi siamo idoli per i bambini, dobbiamo dare esempi positivi".

A Udine ha il 10, l’hanno fatta re. 
"Riconoscenza totale. A giugno non mi voleva nessuno. Loro ci hanno creduto. Cercavano uno al posto di Thauvin. Pozzo e Nani sanno come lavorare. Con Nani c’è un bel rapporto. Udine mi ha accolto benissimo e sono felice di starci". 

Resterebbe davanti a proposte indecenti? Lei è del Galatasaray e il riscatto costa 10 milioni. 
"Al Gala sono stato bene e ho fatto doppietta nel derby col Fenerbahçe vincendo poi il titolo. Ma ora non penso a nient’altro che a star qui. Sento la fiducia, mi sento apprezzato e parte di un progetto". 

Ora che ruolo fa? 
"Una seconda punta. Che gioca più tra le linee. Prima ero più esplosivo e istintivo. Ed ero io contro tutti. Ora ragiono e supporto la punta. Meglio ora". 


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