Comotto: "Mia madre stava male, Commisso mi chiamò. Crisi? Una concatenazione di eventi"
Gianluca Comotto, ex difensore della Fiorentina, ha parlato ai microfoni di Radio FirenzeViola nel corso della trasmissione "Viola amore mio": "Il mio ricordo di Commisso è di una persona che a primo impatto, ti incuteva un po' di timore reverenziale perché era appunto una persona di spessore poi parlandoci capivi e trovavi una persona buona nel nel profondo e lo si capiva immediatamente. Ne ho avuto la prova poi durante il Covid quando lavoravo per la Fiorentina. In quel periodo mia mamma prese il Covid, non stava molto bene e non so come fu possibile ma ricevetti una telefonata dall'America in cui Commisso si sincerava delle condizioni di mia madre. Era una persona molto attenta ai suoi dipendenti, molto vicina a tutte le persone della Fiorentina perché li riteneva la sua famiglia, riconosceva il suo spessore".
Secondo lei il rendimento della squadra possa anche essere dovuto dalla mancanza del presidente a Firenze?
"Io dico che ne sono successe tante alla Fiorentina tra cui la scomparsa di una figura che stesse a Firenze in assenza di Commisso, ovvero Joe Barone. E' stata promossa una persona che faceva un altro mestiere pur essendo una persona di valore, un lavoratore ma non è un direttore generale con compiti anche tecnici. Con le difficoltà che ha avuto Commisso non si è potuto intervenire. Quindi si sono incatenate delle cause che hanno portato alla crisi della Fiorentina. Per me ciò che è successo non è dovuto al mercato sbagliato ma a una gestione che non era quella giusta per i motivi elencati".