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Di Chiara sicuro: "Kean protagonista in azzurro, che orgoglio. Fagioli da Nazionale"

di Andrea Giannattasio

L'ex difensore della Fiorentina Alberto Di Chiara è intervenuto questo pomeriggio a Radio FirenzeViola (nel giorno del suo 62° compleanno) nel corso della trasmissione "Viola Weekend". Ecco le sue parole sul momento della squadra di Vanoli: 

Partiamo dalla Nazionale: che Kean ha visto?
"Kean ha dimostrato di essere in ottime condizioni fisiche, confermandosi come possibile uomo risolutore di questa nazionale. Adesso, facendo i dovuti scongiuri, è senza dubbio diventato quel giocatore che conta davvero: quello che segna, che tira in porta. Nel primo tempo, infatti, l’Italia aveva avuto delle difficoltà e c’erano molte perplessità: non si capiva se la squadra fosse timorosa o semplicemente in difficoltà. Sulla carta è superiore all’Irlanda del Nord e alla Bosnia, ma qui entra in gioco più un fattore psicologico che tecnico o tattico. Ci troveremo in un ambiente caldo, ma i giocatori della nazionale dovrebbero essere preparati a situazioni del genere".

Restando su Kean, il fatto che nell’ultimo anno e mezzo si sia preso la titolarità in nazionale è indicativo del livello complessivo dell’Italia?
"Sì, in parte lo è. Oggi è un calcio in cui non ci sono grandi alternative: non produciamo più grandi talenti per la nazionale. Questo alla lunga pesa. Il fatto di richiamare giocatori come Federico Chiesa, oppure altri rientrati dall’estero come Bernardeschi, o ancora Zaniolo che va e viene, dimostra che non ci sono molte opzioni e si è costretti ad adattarsi. Detto questo, Kean, da quando è arrivato a Firenze nell’anno di Palladino, si è ritrovato completamente e ha acquisito fiducia. In passato sarebbe stato uno dei tanti, mentre oggi è uno dei protagonisti e può contribuire concretamente a riportare l’Italia ai Mondiali".

Fagioli ha detto di non aspettarsi la convocazione. Pensa che per rendimento recente avrebbe meritato la Nazionale?
"Si tratta di valutazioni tecniche. Se Fagioli continua a giocare così, considerando che mancano ancora otto partite e che c’è carenza di centrocampisti, potrebbe sicuramente rientrare nel gruppo. Non credo si debbano tenere in considerazione le vicende passate: altrimenti non lo si farebbe più giocare. Non si tratta di una condanna definitiva. Ha sbagliato, ma ha ricominciato. Se un giocatore è recuperato, sia dal punto di vista tecnico sia mentale, non vedo perché Gattuso non debba prenderlo in considerazione. Se continuerà su questi livelli e riuscirà anche a trascinare la Fiorentina, nonostante una stagione complicata, potrà essere utile alla nazionale".

Tra meno di una settimana ci sarà la sfida con il Verona. Il pareggio con l’Inter è stato positivo, ma senza una vittoria al Bentegodi rischia di essere poco utile nella lotta salvezza?
"Esattamente. Per uscire da questa situazione bisogna ottenere una serie di vittorie importanti. Dopo il successo di Cremona e il buon pareggio con l’Inter, serve continuità: bisogna andare a Verona per vincere. Se non si fa questo passo, si rischia di restare invischiati fino alla fine. È necessario dare una svolta al campionato e non arrivare alle ultime giornate con tutto ancora in bilico. Il Verona rappresenta una tappa fondamentale: è una squadra che non ha più nulla da perdere, quindi sarà una partita insidiosa, una classica trappola in cui però non si deve cadere".


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