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Dolci: "Ecco come lavora Paratici. Ranieri? A volte situazioni come queste aiutano"

di Giacomo A. Galassi

Il direttore sportivo Giovanni Dolci è intervenuto a Radio FirenzeViola durante "Chi si Compra?" per dire la sua sulla Fiorentina. Queste le sue parole, iniziando da una riflessione sul momento in vista della partita di stasera: "Diciamo che per la Fiorentina sono stati mesi intensi, sia dal punto di vista morale per la morte del presidente, che sportivo. Siamo nel pieno del mercato e quindi è normale che ci sia movimento, una partita in più in questo periodo non ci voleva. In Italia la Coppa Italia è interessante dalle semifinali in poi, altrove le coppe nazionali sono sempre un obiettivo. Poi è vero che siamo abituati a vedere tanto turnover perché spesso è considerata una rottura di scatole. Credo che la Fiorentina debba continuare a tenere ben salda l'idea di chiudere al meglio il mercato. Quando arriva una figura come Paratici è più semplice fare certe scelte e nell'ultimo mese e mezzo la Fiorentina aveva un ruolino da prime 6-7 come è normale".

Stasera arriva il Como, una delle realtà più interessanti del campionato.
"Il Como è stato bravo a prendere tanti giocatori di prospettive, selezionate con cura a partire da Fabregas e poi a cascata tutto il management. Ricordiamo che la piazza di Como non è quella di Firenze... Si può avere pazienza. Un giocatore come Baturina che non gioca per due mesi anche allo stadio avrebbero gridato all'allenatore di metterlo in campo. A Firenze tutti tifano Fiorentina, a Como io ci sono stato, tifano tante squadre. Secondo me non esiste il paragone tra i due club. Di sicuro stasera sarà una partita interessante".

Con Paratici cambierà la strategia del mercato della Fiorentina?
"Negli ultimi 20 anni con Pradè e Corvino abbiamo visto due modi diversi di fare calcio. Paratici ha un modo diverso di fare attività. Ha grandissimi rapporti e conoscenze, anche in un momento difficile della sua carriera è riuscito ad andare al Tottenham, significa che ha basi solide. Non è più troppo giovane, è esperto e ha vinto tantissimo in un club prestigioso. Credo che sia una figura che sarà centrale dal punto di vista sportivo e aiuterà a far crescere il progetto della Fiorentina nei prossimi anni".

Come gestire la situazione Ranieri?
"I dirigenti alla Fiorentina sono bravi e bisogna trovarsi in queste situazioni. Un dirigente importantissimo mi diceva che non bisogna innamorarsi di nessun calciatore o allenatore perché prima o poi partiranno, resta solo la società. Ranieri è stato il capitano, messo da parte per motivi che non possiamo sapere. Quando accadono queste cose non c'è mai la responsabilità di un singolo. A volte un po' di flessione aiuta tutti anche a mettere le cose a posto. In questo momento nessuno vuole farsi autogol".


Giovanni Dolci a Radio FirenzeViola
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