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Paolo Indiani: "L'arrivo di Paratici deve far star tranquilli i tifosi viola"

di Alessandro Di Nardo

Paolo Indiani, tecnico del Grosseto da poco promosso in Serie C, è intervenuto a Radio FirenzeViola. Queste le parole di un allenatore capace di aver centrato in carriera dodici promozioni: "L'età per me non è un problema, che mi frega del fattore anagrafico? Quel che conta per me è essere giovani dentro. Essere promossi è sempre bello, poi in C, è incredibile. Su diciotto squadre ne vince una, non ci sono playoff che tengano.  Se resterò a Grosseto? Se ci sono le condizioni perché no? Assolutamente. Questa è stata una promozione cercata sempre, dall'inizio del nostro percorso".

E sull'attuale Serie A, Indiani ha detto: "Il calcio cambia tutti i giorni, figuriamoci negli ultimi decenni, è cambiato e bisogna stare al passo. I problemi in Italia sono dettati dalla mancanza di coraggio nel lanciare i giovani, io ho visto un sacco di ragazzi di talento. Io dico sempre che, fosse nato in Italia, non sono sicuro che a 18 anni Lamine Yamal avrebbe giocato in Serie A. Contro la Bosnia è stato emblematico il secondo tempo di Palestra, ma anche lì, perché non ha giocato dall'inizio? Perché si aspetta sempre, si ha paura di far giocare i ragazzi".

Sul pessimo percorso di Stefano Pioli a Firenze a inizio stagione ha detto: "Non so spiegarmi il perché di questo fallimento, mi dispiace molto perché è anche un amico. Ora come ora la Fiorentina deve sperare di consolidare la categoria. Non so davvero darmi una spiegazione, il calcio è strano. Io sarei fiducioso però nella società, perché se hanno fatto un investimento come quello di Paratici significa che c'è la volontà di tornare ai livelli sperati".


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