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Speciale duro: "Paratici e il mercato da Londra? Il solito Carnevale. Vanoli, zero colpe"

di Andrea Giannattasio

Luca Speciale, volto di La7, è intervenuto oggi a Radio FirenzeViola, durante la trasmissione "Palla al centro", per parlare del momento della Fiorentina, alla luce del pareggio di Roma con la Lazio e a pochi giorni dalla sfida del Franchi contro il Milan.

Dal tuo osservatorio esterno, come valuti la situazione della Fiorentina al 9 gennaio, considerando che il direttore sportivo lavora ufficialmente per il Tottenham ma di fatto anche per il club viola?
"La valutazione è assolutamente in linea con il carnevale che abbiamo fatto finora. Anzi, mi stupirei del contrario, perché se non fosse così mi preoccuperei: significherebbe che qualcosa è cambiato davvero. Il fatto che lo paghino loro è quasi un vantaggio. Io ormai sono diventato di bocca buona, mi va bene tutto, basta che non sia un direttore sportivo di hockey o di baseball. Una persona con l’esperienza di Paratici, anche a mezzo servizio, anche se non si capisce bene dove sia o cosa faccia, va bene. L’importante è che arrivino i giocatori e che qualcuno metta mano a una situazione complessa, nella quale però qualcosa sta cambiando".

Sta cambiando qualcosa in questa Fiorentina?
"Sì, qualcosa sta cambiando. La vedi un po’ di luce in fondo al tunnel? Io che sono sempre stato uno dei pessimisti storici oggi parlo solo di campo, il resto non lo guardo più. Alla fine sono rimasti loro: i giocatori, l’allenatore e poco altro. Sono loro che devono salvare la squadra, anche da se stessi. Credo che la Fiorentina abbia cambiato l’approccio mentale, è come se il depresso si stesse lentamente alzando dal letto, ed è questo l’aspetto principale".

Che giudizio dai al lavoro di Vanoli?
"Secondo me ha zero colpe e per ora anche pochi meriti. Se un merito ce l’ha è quello di aver lavorato sulla testa dei giocatori. Si vedono più i risultati del lavoro mentale che di quello tattico o di lavagna. La testa viene prima di tutto e, per ora, questo aspetto psicologico e di presa di coscienza mi ha convinto più di ogni altra cosa".

Dal punto di vista dei punti salvezza, come la vedi?
"Io guardo agli ultimi punti fatti e penso che ne servano altri 23 per arrivare a quota 36, che per me resta la soglia della salvezza. Prima della partita con la Lazio pensavo a sei vittorie e sei pareggi, ora con il punto di Roma diventano sei vittorie e cinque pareggi. Non è una cosa impossibile. Bisogna guardare solo a quello che devi fare tu, senza farsi condizionare dagli altri: devi arrivare a 36".

Ascolta il resto dell'intervista nel nostro podcast!


Luca Speciale a Radio Firenze Viola
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