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Stefano Fiore: "A Firenze sarei voluto rimanere di più. Gudmundsson non può partire da esterno"

di Alessandro Di Nardo

Stefano Fiore, ex tra le altre di Fiorentina e Lazio, è intervenuto su Radio FirenzeViola durante "Firenze in campo" per parlare dell'incrocio tra viola e biancocelesti in programma lunedì sera al Franchi: "Fiorentina e Lazio per me sono state esperienze diverse ma che mi sono goduto a pieno. La Lazio per me è stata la squadra più importante per la mia carriera, sono stati tre anni molto belli chiusi con la vittoria della Coppa Italia. Per quanto riguarda la Fiorentina ho il rammarico di essere rimasto solo un anno, abbiamo fatto una grande stagione arrivando in Champions, poi purtroppo scoppiò Calciopoli e io, che ero in prestito, tornai al Valencia".

E sull'attualità di casa viola: "La Fiorentina si è trovata in una situazione inaspettata, peccato perché la rosa per me è forte. Ma fin da quando c'era Pioli la squadra è caduta in uno stato psico-fisico molto complicato. Paolo Vanoli ha raccolto una situazione compromessa ed è stato bravo nel lavoro che ha fatto. Affronterà la Lazio che sta facendo un campionato anonimo, con un contesto complicato anche per quanto riguarda le frizioni tra tifosi e proprietà di Lotito. Lunedì arrivano due squadre in un momento complicato, la Fiorentina è delusa perché si aspettava qualcosa di più dalla trasferta a Londra".

E su Albert Gudmundsson: "Anche ai miei tempi i numeri dieci come me venivano messi sull'esterno, è successo anche a me. Lui è un giocatore forte, deve fare uno step in avanti a livello caratteriale. Però certo che è un giocatore che non può giocare sull'esterno, deve partire da dentro al campo".


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