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Dodo cresce, una costante per Vanoli. CorSport: "Pregiudizio nei suoi confronti"

di Redazione FV

Il Corriere dello Sport-Stadio, nella sua edizione odierna, proietta il suo sguardo in casa Fiorentina e lo fa analizzando la stagione di Dodo. L'errore nel giudicarlo, a detta del quotidiano, è stato sempre legato a un pregiudizio: brasiliano, chioma platinata e sorriso beffardo, Dodo è tutt'altro che un 'Joga Bonito' da pubblicità Nike. Pur essendo dotato di ottima tecnica, è un esterno più di quantità che di qualità, o meglio, più da prateria che da sala da ballo. Nella quantità - 29 gare su 30 da titolare in A, ha saltato solo la trasferta di Udine per squalifica e senza di lui la Viola è capitolata - ci mette poi anche la qualità, ma soprattutto il passo: è il secondo giocatore che crea più pericoli per conduzioni palla al piede dopo Yildiz, è ottavo per dribbling in Serie A (primo nella Fiorentina), supera sistematicamente gli 11 chilometri percorsi a partita.

Per il Corriere, Dodo è in ripresa da parecchio tempo ed è una costante nel gioco di Paolo Vanoli, che può contare su un giocatore che - giornate no a parte - è molto più evoluto difensivamente di quanto si pensi: ha retto bene il duello di domenica scorsa con Dimarco, anche perché con tutte le progressioni costanti nella metà campo avversaria tende a mettere sempre sulla difensiva il diretto avversario. Aggiunge poi il quotidiano: "Dodo rimane comunque il gas della Viola: con l'assenza di Solomon, oltre a Kean, è l'unico in grado di strappare palla al piede in una squadra che va a spesso sotto ritmo".


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