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Kean e il cerotto portafortuna: la spiegazione del Corriere Fiorentino

di Redazione FV

Sul Corriere Fiorentino spazio anche a un approfondimento su Moise Kean e su un dettaglio che è diventato un simbolo per il numero venti della Fiorentina: c'è infatti un tratto distintivo di Kmb che non riguarda i 'flex' mostrati in campo o l'esultanza a suon di griddy. Si tratta di un cerotto che Kean indossa dal marzo scorso: l’antefatto trova origine nello scorso 23 febbraio, quando Kean in Verona-Fiorentina fu protagonista di uno scontro di gioco che gli causò un trauma cranico e una ferita al sopracciglio sinistro. Dopo l’esito negativo degli esami a cui fu sottoposto il giocatore tornò a disposizione di Palladino con un vistoso cerotto protettivo sulla zona del colpo.

Il ritorno in campo fu perentorio, con tre gol e un assist in viola e due gol con l’Italia in un mese. Ed è qui che abitudine, utilità e scaramanzia si fondono e confondono. La questione medica si è via via diradata, ma non il cerotto, che con il trascorrere dei mesi lì è rimasto, solo più piccolo. Tra i numerosi esempi  di calciatori che utilizzano segni distintivi 'nati' da disposizioni mediche (Retegui, Suarez, Benzema) il più celebre è relativo a Victor Osimhen, che da anni gioca con una maschera protettiva diventata il suo simbolo.


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