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L'educazione, i trofei in viola e il legame con Maradona: addio a Rino Marchesi

di Redazione FV

Nella giornata di ieri è arrivata la triste notizia della scomparsa di Rino Marchesi, grande ex calciatore della Fiorentina che rientra nel ristretto gruppo dei Leoni di Ibrox. Dopo l'accurato approfondimento proposto dalla nostra redazione, anche il Corriere dello Sport-Stadio ha voluto ricordare il compianto giocatore, con un fondo a cura di Alberto Polverosi. Ne riportiamo un estratto:

"Rino Marchesi era un gentiluomo, di un’educazione che oggi farebbe arrossire i suoi colleghi, sia calciatori che allenatori. Mai una parola di troppo, mai un tono di voce oltre il dovuto. Dietro alla nuvola del suo sigaro, c’era però un uomo di grande ironia, sempre con un sorriso garbato. Era un centrocampista con eccellente visione di gioco, con un piede raffinato e una notevole sensibilità tattica che lo rendeva un giocatore moderno. Con la Fiorentina ha conquistato due volte la Coppa Italia, la Coppa delle Coppe nel ‘61 e la Mitropa Cup, due promozioni in Serie A con Atalanta e Lazio dove ha vinto anche la Coppa delle Alpi. È stato compagno di squadra di Maschio a Bergamo, di Montuori, Hamrin, De Sisti e Chiarugi a Firenze, di Morrone, Wilson e Chinaglia nella Lazio. Ha giocato due partite in Nazionale e fa parte della hall of fame del Museo Fiorentina.

[...] È stato il primo allenatore di Maradona a Napoli e l’ultimo di Platini nella Juventus. Col collega Giacomo Guerrini lo avevamo intervistato qualche tempo fa all’interno di una trasmissione su Lady Radio sulla storia della Fiorentina. In quell’occasione, Marchesi raccontò anche il suo Maradona. «Diego era fantastico, avevamo un rapporto incredibile. Il primo giorno che arrivò nel ritiro del Napoli a Castel del Piano mi disse: “Mister, io sono a sua completa disposizione, lei mi tenga in considerazione”». Vedevano la vita in modo esattamente opposto, il calcio nella stessa identica maniera".


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