RIGANÒ A FV, RETROCESSIONE DIFFICILE MA LE COLPE PRINCIPALI SONO DEI GIOCATORI

di Alessio Del Lungo
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Quella che sembrava solo una remota possibilità sta diventando sempre più realtà: la Fiorentina a 180 minuti dal termine del campionato non ha ancora raggiunto la salvezza. La sfida di domenica contro il Parma assume dunque i connotati di uno scontro decisivo per la programmazione della prossima annata, ma soprattutto per la valutazione di quella in essere. FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva Christian Riganò, ex attaccante viola protagonista proprio della stagione 2004/2005 che ha visto la Fiorentina salvarsi all'ultima giornata.

La squadra di Montella domenica sarà impegnata al Tardini contro il Parma. Che partita si aspetta?
"I viola devono fare punti, ma non sarà facile in quanto il Parma giocherà alla morte per vincere ed ottenere la salvezza. La Fiorentina deve evitare di fare calcoli e pensare solo a se stessa solo così riuscirà a portare a casa un risultato positivo in un campo difficile per chiunque".

Crede che ci siano delle similitudini con la stagione da Lei vissuta nel 2004-2005?
"No, non ci sono similitudini perché all'epoca noi ci salvammo grazie ad un incastro di risultati e con la classifica avulsa. Normalmente con 40 punti dovresti essere salvo, ma le ultime prestazioni dell'Empoli hanno fatto sì che non sia così. Oggi i viola non sono tranquilli, ma retrocedere resta comunque molto difficile. Gli azzurri hanno fatto un risultato positivo contro la Sampdoria meritando, ma hanno due partite molto difficili contro Torino ed Inter. Se si preoccupano i tifosi della Fiorentina cosa dovrebbero fare quelli di Parma, Udinese e Genoa?".

Indipendentemente dalla retrocessione o meno questo resta un anno fallimentare. A chi attribuisce le responsabilità maggiori?
"Il problema è di tutti e così anche le colpe. Io sostengo da sempre, anche quando giocavo io, che in campo ci vanno i giocatori e sono loro in primis a doversi tirare fuori da questa situazione. La contestazione che c'è a Firenze se viene fatta deve essere allargata a tutti perché non c'è un unico responsabile".

Quali sono i giocatori e le certezze da cui ripartire il prossimo anno?
"Sicuramente ce ne sono poche, ma una di queste è Montella. Vincenzo deciderà quali sono i giocatori da riscattare, quali quelli da tenere e quali su cui non puntare: se ha accettato a poche domeniche dalla fine è anche per questo. I calciatori sono un patrimonio societario e la Fiorentina dopo un'analisi a 360 gradi prenderà le sue decisioni, ma l'allenatore dovrà dare indicazioni precise. All'estero ha avuto qualche difficoltà, ma sia al Milan che a Firenze ha fatto bene quindi ripartire da lui che predilige un gioco palla a terra è la soluzione corretta. Un altro giocatore chiave è Chiesa, ma non essendo un mago non so se andrà via. Conteranno molto la sua volontà e il progetto che la società gli porrà davanti per convincerlo a restare. Non credo che decida in base ai soldi perché uno giovane e con le qualità che ha lui li farà prima o poi. Infine è giusto che la società prenda in considerazione eventuali proposte irrinunciabili".