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LLORENTE DAL TOTTENHAM PER L’ATTACCO. COMMISSO-CHIESA, BACI E ABBRACCI: VINCE L’ENTUSIASMO. GLI SARÀ PROPOSTO IL RINNOVO. BORJA, NO VIOLA. INTER SU BIRAGHI. AVANTI PER LIROLA, INCONTRO CON DEMME. BIGLIA IN STAND-BY. LA CURIOSA STORIA DI DE ROSSI

di Enzo Bucchioni
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Della trasferta americana e dell’incontro fra Commisso e Chiesa parleremo più avanti, il fatto nuovo è che da ieri Pradè sta lavorando su un colpo a sorpresa. Il vero obiettivo per l’attacco è Fernando Llorente, il centroavanti bello, svincolato dal Tottenham, ex Juve, che tornerebbe volentieri in Italia per star vicino alla moglie Maria, ragazza torinese, dalla quale ha avuto un figlio che oggi ha quasi tre anni. Llorente ha 34 anni, ma è integro e ci sono da pagare solo commissioni e ingaggio, un’operazione da 6-7 milioni. I colloqui con la Fiorentina sono iniziati e c’è feeling, Llorente porterebbe esperienza e carisma, un colpo alla Pradè, sulla falsariga dei Joaquin o Pizarro o Aquilani della precedente gestione fiorentina, giocatori che anche se a fine carriera, portarono molto. Se dovesse arrivare l’intesa finale, con lo spagnolo a Firenze, sul mercato andrebbe Simeone mentre il giovane Vlahovic resterebbe come alternativa, ma anche per crescere con i consigli di Fernando Llorente.

In attesa, parlando di Chiesa e della trasferta americana, l’immagine più bella che nella notte ci è arrivata da Chicago è stata l’abbraccio fra il presidente viola Rocco Commisso e Federico. Come un nonno e un nipote che si incontrano dopo un po’ di tempo, sorrisi, complicità, perfino un buffetto sulla guancia. Quasi affetto. Nessun formalismo, nessuna ufficialità, un incontro spontaneo. E’ sembrata una carrambata. E la felicità che abbiamo letto sul viso di Federico Chiesa non lascia spazio a dubbi: il ragazzo è la Fiorentina e la Fiorentina è casa sua.

Se qualche perplessità potrà ancora venire, se la ragione calcistica (vendere) potrebbe anche essere un’altra, questa è una storia di calcio, ma anche di passione e di sentimento e allora di fronte alla passione e al sentimento di Rocco Commisso conviene arrendersi. E anche chi si aspettava un Chiesa imbronciato, distaccato, con la testa da un’altra parte (Juventus?), pronto a prendere le distanze prima di rompere con i viola e dire addio alla società dove è cresciuto calcisticamente, è stato smentito proprio dall’immagine di questo incontro e dalla tribuna dello stadio che ha ospitato la partita della Fiorentina con il Chivas dove nonno Rocco e il nipote Federico hanno visto la partita fianco a fianco.

La telenovela chiude qui, Chiesa resta alla Fiorentina e nelle prossime puntate si discuterà cosa fare per mettere Federico al centro del Progetto Commisso e come muoversi sotto l’aspetto economico. E’ chiaro che oggi Chiesa guadagna poco in relazione al valore del suo cartellino. L’ingaggio da 1,6 milioni più bonus dovrà essere portato come minimo a quattro milioni. Come? Probabilmente sarà sottoposto un rinnovo di contratto fino al 2024 con adeguamento dello stipendio base più una parte economica importante che deriva dallo sfruttamento commerciale dell’immagine, da una campagna di marketing che Commisso vuole cucirgli addosso, per l’Italia, ma soprattutto per gli Usa e l’estero in generale. Ma tutto questo discorso farà parte di un piano di lavoro che verrà affrontato non con il ragazzo, ma con il padre-manager Enrico probabilmente al rientro dal torneo negli Usa. Chiesa sa che Commisso lo vuole capitano, ci sono grandi progetti in campo e fuori, la squadra sarà potenziata da subito, ma servirà anche una discreta pazienza.

Ora il ragazzo inizierà la preparazione, difficilmente giocherà contro l’Arsenal o il Benfica (come del resto Milenkovic), nessuno lo vuole rischiare senza una base atletica, ma Pradè e Montella disegneranno la squadra attorno a lui.

A proposito di squadra, battere il Chivas non era scontato. E se è vero che da noi il Chivas è solo un whisky, la Fiorentina era sperimentale. Pochi di questi giocatori faranno parte della squadra per il campionato, ma è piaciuto lo spirito. Provare a vincere sempre e comunque è qualcosa che deve essere acquisito. Non entro nel merito delle prestazioni, mi hanno insegnato a non fidarmi del calcio d’agosto, figuriamoci di quello di luglio. In estate la differenza la fa la condizione fisica e chi mi dice che Terzic (un esempio) non si sia allenato per conto suo per arrivare già più avanti? Ci vuole calma, la Fiorentina è tutta da fare. E anche se Simeone ha fatto gol, mi sembra estraneo ai movimenti che chiede Montella, ma si sapeva.

Tornando al mercato e detto della novità Llorente, Pradè non si ferma certo qui.

Ieri ha discusso anche gli ultimi dettagli della cessione di Veretout alla Roma che vi avevamo già anticipato martedi’ scorso. L’intesa è solida sui 18 milioni di base, ora si tratta sui particolari dei due milioni di bonus. Oggi dovrebbe arrivare l’ufficialità. E quei fenomeni vedovi di Corvino che parlano di un giocatore venduto a basso costo, dovrebbero riguardarsi la stagione di Veretout. Io, ad esempio, diciotto milioni non li avrei pagati per un buon giocatore che, però, in carriera ha fatto molto bene soltanto due anni fa, il primo a Firenze. Ma forse sbaglio io. Comunque buon colpo in uscita con denaro da investire nei prossimi acquisti. Quasi in chiusura anche Vitor Hugo al Besiktas, a meno che alla fine il giocatore non preferisca andare a guadagnare in Cina. Prestito oneroso per i turchi con riscatto a cinque milioni.

Lirola? La Fiorentina ha cominciato offrendo dieci, il Sassuolo chiedeva venti. Si chiuderà a quindici? I viola non vogliono andare oltre i tredici più bonus, basta aspettare e l‘intesa arriverà. Diego Demme è un altro nome vero, nella lista. Si parla di un incontro avvenuto a Firenze un paio di settimane fa quando il centrocampista tedesco di origini italiane era in vacanza da queste parti. Il Lipsia lo valuta 20 milioni, Pradè lo vuol pagare meno di quindici, anche qui si stanno mettendo le basi per trovare una strada comune.

Non c’è spazio, invece, al ritorno di Borja Valero. Nell’incontro con l’Inter s’é parlato soprattutto di Biraghi che interessa perché giocatore del vivaio nerazzurro e quindi utile anche per la lista Champions. Discorso sospeso, che è stato approfondito ieri sera a cena. La Fiorentina per Biraghi ha chiesto quindici milioni, ma si potrebbe chiudere a 12-13.

Tornando a Borja, il giocatore si propone, è disposto a tagliarsi l’ingaggio, ma la Fiorentina non pensa a cavalli di ritorno. Il no è abbastanza deciso.

Come è no sul nome di Marchisio, circolato ieri. La Fiorentina non l’ha cercato e non lo cercherà. Anche Balotelli, non è un profilo che interessa e lo ribadiamo. Ma neppure interessa Lobotka. Come abbiamo già detto, molti nomi vengono messi in circolazione da intermediari e procuratori con uno scopo abbastanza evidente. Pradè però, sta lavorando sottotraccia su altri profili. Biglia, invece, potrebbe interessare. Ma non ora. E’ uno di quei giocatori che potrebbero diventare ottimi affari negli ultimi giorni di mercato se non troveranno ingaggi alle loro condizioni.

Di questa tipologia anche la vicenda De Rossi. Era tutto chiaro già venti giorni fa, nel mio piccolo (non sono un guru, forse ho solo culo…) avevo scritto proprio qui, su Firenzeviola, da diverso tempo che De Rossi darebbe andato a chiudere la carriera nel Boca. Lo aveva detto lui ai suoi amici Pradè e Montella che l’avevano cercato per la Fiorentina, e questo è vero, ma tutto è finito lì. Per venti giorni invece i guru lo hanno dato per fatto, quasi fatto, strafatto, stracottto. Sono i misteriosi tormentoni del calciomercato… Basta non prendersi sul serio, invece qualcuno scrive con la Bibbia sulla scrivania… Evidentemente, finite le bistecche, è il momento del misticismo autoreferenziale…