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VERTICE DI MERCATO CON ROCCO. CONTI, UNA FRENATA. KOUAME PUÒ RESTARE. LA VERITÀ SU MALEH. DUNCAN AL CAGLIARI. COPPA ITALIA, PECCATO! CON L’INTER S’È VISTO IL LAVORO DI PRANDELLI. OTTIMI CASTROVILLI E AMRABAT. OK QUARTA. A NAPOLI CON CORAGGIO

di Enzo Bucchioni
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Un vero peccato finire fuori dalla coppa Italia all’ultimo minuto dei supplementari, ormai ai rigori avevamo fatto la bocca e la Fiorentina avrebbe meritato di giocarsela dagli undici metri. Ha fatto soffrire l’Inter, ha recuperato il risultato, è stata punita solo da Lukaku. Peccato davvero, ma la prestazione resta. Infatti, alla ricerca di quel bicchiere mezzo pieno, nella speranza che la Viola si tiri fuori prima possibile dalla zona bassa, resta una grande partita, soprattutto nel secondo tempo e la sensazione che il valore della squadra ipotizzato in estate piano piano stia arrivando. Sottolineiamo che ieri di fronte c’era l’Inter, con delle riserve, ma sempre l’Inter candidata a vincere lo scudetto e nonostante il divario tecnico, la Fiorentina ha mostrato grande personalità per tutti i 120 minuti e anche una oggettiva crescita nelle prestazioni individuali e nel gioco. Il lavoro di Prandelli sta arrivando.

Che ci volesse del tempo era nella logica delle cose, che gli errori fatti in estate dalla conferma di Iachini in giù fossero difficili da rimediare era chiaro, ma i Viola non potevano essere quelli che abbiamo visto in troppe partite di inizio stagione, ma anche fino a poche settimane fa. I valori stanno tornano, anche ieri è continuata la crescita di Amrabat, s’è rivisto un ottimo Castrovilli, il miglior Bonaventura in maglia viola, finalmente i guizzi e il gol di Kouamè, la rabbia di Vlahovic, la conferma di Quarta, un carattere e un senso di appartenenza di buon livello. Prandelli ha messo basi più solide, quanti piani sarà possibile costruirci sopra non lo sappiamo, ma la strada è questa: un percorso meno in salita, non ancora in discesa. Sto pensando al campionato, ovvio, e alla politica dei piccoli passi dell’allenatore. Forse si potrebbe chiedere un po’ più di coraggio in certe situazioni, ma Prandelli in questo momento sta cercando l’equilibrio e ogni volta riparte da lì. Ieri, ad esempio, non sono d’accordo sulla scelta di Eysseric. Avrei messo dall’inizio la coppia Vlahovic-Kouamè, ma Cesare ha pensato che in mezzo al campo il francese poteva essere utile per occupare gli spazi e le prime linee di passaggio in fase difensiva. Del resto avevi davanti l’Inter e il primo non prenderle è saggezza. Comunque, quando l’allenatore ha deciso di cambiare per formare la coppia dei ragazzini, s’è visto che il 3-5-2 funziona meglio con due punte che attaccano gli spazi. Ora si sa che questa è un’efficace arma in più. L’importante è che l’allenatore sperimenti più moduli, valuti più possibilità, che la squadra cresca e gradualmente cominci a utilizzare tutte le risorse in rosa. Il lavoro più impellente da fare era togliere paure e dare certezze e in questi due mesi il lavoro più grosso è stato fatto proprio in quella direzione. Il 3-5-2 ora è una certezza, ma adesso si può giocare anche il 3-4-2-1 e domenica a Napoli forse si tornerà a questo modulo per mettere in campo Callejon dal primo minuto nella sua Napoli. Con il ritorno di Pulgar, pensare al cileno in coppia con Amrabat in mediana e dietro Vlahovic la coppia Castrovilli-Callejon, è di sicuro una soluzione. Se poi recupera Ribery, il francese può diventare l’arma in più nella ripresa. Vedremo.

Della prestazione della Fiorentina è rimasto contento anche il presidente Commisso, tornato ieri a Firenze, e l’ha detto chiaramente ai giocatori nello spogliatoio e allo staff. E’ questo lo spirito che piace al presidente, una squadra di lotta, di energia, che sappia comunque onorare la maglia. Si aspetta conferme, come se le aspettano tutti a cominciare proprio da domenica alle 12.30 a Napoli.

Ma tutti, in particolare i tifosi, si aspettano anche qualcosa dal mercato. Parlavamo di errori estivi, dalla conferma di Iachini in giù, ma anche il non aver comprato un attaccante esperto e pronto è un altro problema irrisolto. Con la cessione di Lirola, ora manca anche un esterno destro di tecnica e di gamba, ma pure questo l’abbiamo detto più volte. Arriveranno? Proprio il ritorno del presidente, darà modo a Joe Barone e Daniele Pradè di confrontarsi direttamente con Commisso per prospettargli tutte le soluzioni possibili per rafforzare la squadra e sfoltire l’organico. Sicuramente in questi giorni i piani tecnici verranno discussi con Rocco e servirà, logico, il suo via libera.

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Per il momento si lavora soprattutto in uscita per accontentare Prandelli, così dopo Saponara, Cutrone e Lirola, e’ fatta anche per Duncan al Cagliari in prestito con diritto di riscatto. Fra le varie pretendenti, ieri il centrocampista ha scelto l’isola per ritrovare Di Francesco che lo aveva valorizzato a Sassuolo. Ora restano da cedere Eysseric e alcuni giovani come Montiel.

Come abbiamo scritto, sembra invece congelata la cessione di Kouamè e non solo per il bel gol segnato ieri. Ricordiamo che il ragazzo è reduce da un brutto infortunio, era stato fermo molti mesi e la ripresa non poteva essere immediata. Ora invece sta crescendo, aumenta il livello dell’intesa con Vlahovic negli allenamenti, ha margini di miglioramento e può essere una risorsa nel girone di ritorno. Tanto più che non convincono le soluzioni di mercato che erano state prospettate e le eventuali contropartite tecniche. Questo non vuol dire che la Fiorentina non sia attenta sul mercato degli attaccanti e confermando Kouamè abbia chiuso tutto. Semplicemente servirà un po’ di tempo e pazienza, quando si muoveranno le prime pedine potrebbe cominciare un giro nel quale anche la Fiorentina sarà presente. Non comprerà per comprare, questo no, ma se riuscirà a mettere le mani su un attaccante vero e funzionale allora sì. I nomi che circolano potrebbero anche non essere quelli sui quali lavora Pradè. Basta aspettare.

E l’esterno destro? Congelato per il momento anche l’affare Andrea Conti. C’è l’accordo di massima con il ragazzo che ha dato il suo ok al passaggio in viola, ma ribadiamo che la Fiorentina non è convinta né sulla valutazione (dieci milioni), né sull’obbligo di riscatto. Il ragazzo, purtroppo, è stato due anni fermo per infortuni e la cautela mi sembra normale. Se si troverà una strada praticabile fra le due società, tipo prestito con valutazione fra un anno e mezzo, il colpo potrebbe andare in porto, altrimenti le difficoltà c’erano e restano. Lo scenario è aperto. Di sicuro, come detto, in questi giorni Barone e Pradè si confronteranno con Rocco perché le idee non mancano.

C’è sempre in ballo anche il Papu Gomez che se dovesse piacere al presidente, potrebbe anche essere una ciliegina di fine mercato. Ma prima, come sappiamo, c’è da capire che piega prenderà la vicenda fra Inter, Juve ed altre soluzioni possibili per l’argentino. Di sicuro però, Pradè ha in canna anche altre possibilità che si terrà per il last minute quando i prezzi calano e i giocatori in esubero aumentano. Insomma, si punteranno giocatori validi per l’oggi e per il futuro.

Uno di questi è Maleh, classe 1998, interessante centrocampista che gioca anche davanti alla difesa nel Venezia e nell’Under 21 azzurra, in scadenza, con il quale, come dicevamo nei giorni scorsi, Pradè aveva raggiunto un accordo da tempo. Il Venezia ha reagito mettendo ai margini il ragazzo e allora, anche per non farlo stare sei mesi fermo e non rompere i rapporti con il club, s’è trovato un accordo a tre con un indennizzo extra di circa 700 mila euro ai lagunari. Maleh riprenderà a giocare in serie B e dal primo luglio sarà viola.

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