ANTOGNONI, All'Europeo dell'80 meritavamo la finale

18.06.2020 21:15 di  Redazione FV  Twitter:    vedi letture
ANTOGNONI, All'Europeo dell'80 meritavamo la finale
FirenzeViola.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Giancarlo Antognoni, dirigente della Fiorentina e storico numero 10 dei viola, ha ricordato la sfida contro l'Inghilterra della fase a gironi dell'Europeo 1980. Queste le sue parole nel video integrale sul sito figc.it: "Fu una partita di uno storico Europeo. Arrivo con buoni propositi, avevo 26 anni nel periodo di maturazione della mia carriera, una competizione importante per noi perché si giocava in Italia, avevamo un'ottima squadra già collaudata nel 1978 in Argentina. C'erano tutti i presupposti per far bene ed infatti siamo andati abbastanza bene. Nel 1980 il calcioscommesse destabilizzò l'ambiente italiano, per noi era una rivalsa nei confronti di tutto quello che era successo e ci siamo impegnati al massimo. Il girone non era facile con Spagna, Inghilterra e Belgio ed incontrando queste tre squadre dovevamo arrivare primi per poter disputare la finale. Bearzot era abbastanza positivo in quel periodo perché aveva visto una squadra abbastanza in condizione e in forma. Cosa facevamo in ritiro? Noi giocavamo a biliardo, calcio balilla e carta, giochi che facevano gruppo al contrario di quello che fanno oggi i giocatori attuali. Ascoltavamo la musica, anche in pullman avevamo le nostre fisime di sentire sempre tramite le cassette da inserire nel mangianastri e per scaramanzia sentivamo sempre le stesse canzoni di quel tempo. Imperversava Lucio Battisti negli anni '80, Baglioni... Inghilterra? La temevamo un po' perché era una squadra sgorbutica e ostica con Keegan che era il giocatore più importante di questa squadra. Siamo andati con i piedi di piombo e poi alla fine siamo riusciti a portare a casa questo risultato che pe rnoi era importantissimo che ci permetteva di andare a Roma a giocarsi la partita con il Belgio con una classifica invidiabile anche se proprio loro poi si rivelarono la più sgorbutica che abbiamo incontrato. Occasioni da gol? Mi ricordo che il primo tempo non fu molto brillante per noi, ma ci fu un'occasione creata da me con una palla tagliata dove Graziani, può succedere, sbaglia il gol. C'è quindi questo rammarico da parte nostra per aver giocato un po' al di sotto delle nostre possibilità, mentre il secondo tempo entriamo con una carica psicologica diversa, dovevamo vincere ed abbiamo giocato il tutto per tutto e disputato un buon secondo tempo. Aspetto tattico? Il nostro tipo di gioco era sempre abbastanza lineare. Bearzot ti lasciava molta libertà di azione in campo, rispettare certe zone di campo ognuno di noi, ma dalla trequarti in su c'era la libertà di inventare qualcosa. Il primo tempo trovammo un'Inghilterra molto chiusa e quindi avemmo qualche difficoltà, le due punte dovevano un po' spostarsi sulle fasce per permettere a me e al povero Scirea, che tutti ricordiamo con grande affetto, di creare occasioni importanti. Lui verso la fine della partita ne creò una proprio su passaggio mio. Il gol di Tardelli? Mancavano dieci minuti alla fine, non riuscivamo a segnare, era una partita che dovevamo vincere a tutti i costi. Ad un certo punto ho preso la palla a centrocampo, ho dribblato un giocatore inglese, mi sembra Coppell e l'ho data a Graziani sulla fascia, il quale ha superato un uomo e l'ha data a Tardelli che si è inserito molto bene e di piatto ha superato il portiere. Dopo il gol è andato praticamente sotto la tribuna, si è inginocchiato come ha fatto poi al Mondiale nel 1982. Cosa ha significato quella vittoria? Ci ha dato praticamente la possibilità di andare a Roma a giocarsi la finale del campionato Europeo, ci ha dato morale perché abbiamo battuto una squadra in quel momento difficile da superare e ci ha dato la gioia di aver fatto felice il pubblico italiano, almeno in quella partita. Un rammarico? Uno grosso è il fatto di non aver potuto giocare quella finale perché ce lo meritavamo, anche con il Belgio abbiamo avuto diverse occasioni. Mi ricordo il rigore clamoroso che non ci hanno concesso... Se a quel tempo c'era come oggi il VAR avremmo giocato quella finale perché il fallo di mano che l'arbitro non ha visto fu eclatante. Si poteva giocare contro la Germania quella finale, mettere nel palmares il quarto posto nel '78 in Argentina, l'ipotetico primo o secondo posto nell'Europeo e il Mondiale vinto nell'82".