BIGICA, Mordiamo la Lupa. Su vivaio, Pioli e Firenze...

di Redazione FV
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Emiliano Bigica, tecnico della Fiorentina Primavera, ha parlato alla vigilia della partitissima che attende domani i giovani viola contro la Roma, ai microfoni del medium ufficiale ViolaChannel:

"Incontriamo la prima della classe, che ha grande tradizione nel settore giovanile. In queste prime quattro non hanno mai perso. Nella sosta abbiamo lavorato bene e i nazionali sono rientrati nelle condizioni giuste: c'è modo di giocarsela. Women's? Faccio i complimenti a Fattori e Cincotta per il grande risultato conseguito e spero che sia di buon auspicio per tutti i ragazzi della Fiorentina. Riforma del settore giovanile? Utile. Ci provavano da un po' e questo nuovo format porta visibilità e possibilità di giocare una finale ogni domenica, preparando i ragazzi per il calcio che conta. Questo era un po' il problema che si riscontrava: per i primi mesi i ragazzi non erano pronti. Ora il gap sarà ridotto e gli allenatori delle squadre professionistiche avranno giocatori più pronti. Pioli? C'è grande disponibilità sua e dello staff e sinergia: siamo a disposizione per qualsiasi cosa. Abbiamo già fatto 3-4 partite tra di noi, in modo tale da dare minutaggio a chi gioca meno e far capire ai miei cosa significa o cosa ci vuole per poter giocare nei campionati che contano. Bari? Da bambino sognavo di giocarci: è la mia città e la squadra che amo. Diventarne protagonista mi ha sempre inorgoglito, io ho dato tutto per quella maglia. Chi tifa per la squadra della sua città dà sempre qualcosa in più. Andrebbe creato un senso di appartenenza forte sin da bambino. Vivaio viola? L'esperienza con la prima squadra è servita per rendersi conto che per arrivare ad alti livelli servono sacrificio, umiltà e applicazione. Io oggi ne sto traendo vantaggio. Ci sono altri ragazzi che potranno dire la loro in futuro a patto che restino con i piedi per terra. Ne ho visti tanti di giocatori davvero forti che si sono persi perché non hanno avuto la forza di voler imparare, applicarsi e sacrificarsi.

Vittoria all'esordio sul campo dell'Atalanta? Siamo andati a trovare la squadra più forte del campionato, secondo me. I '99 dell'Atalanta li conosco da qualche anno, quando facevo l'osservatore in federazione: erano ricchi di individualità e negli anni l'hanno integrato. La mia squadra ha saputo soffrire, giocando una partita volitiva e sapendo approfittare degli errori dell'Atalanta. Non ci siamo disuniti e l'approccio e la mentalità che stiamo costruendo si sono visti. Sono fiducioso: stiamo recuperando anche un giocatore come Valencic, importante per noi e per la società. Speriamo di avere continuità e costanza di risultati. Ritorno a Firenze? La città è sempre stata nel mio destino, dato che ci venivo quando ho fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili. La mia prima panchina in A è stata qui, poi qui ho trovato l'amore e comprato casa. C'è stata questa possibilità di venire ad allenare la Primavera: torno a casa, sportivamente parlando, e meglio di così non potevo chiedere a questa stagione. Salto dalla Primavera alla prima squadra? Cerco di far fruttare tutta la mia esperienza. Sono stato un ragazzo venuto fuori dalle giovanili e andato a farsi le ossa in Serie C1, diversa dalla C attuale. Sono esperienze che a loro servirebbero tanto. Questo campionato è bello, intenso, nel quale chi si ergerà potrà abbreviare il suo percorso. Firenze non è una piazza facile, che chiede ma che sa anche coccolare i ragazzi giovani della propria Primavera. Serve non abbattersi mai, imparare dai più anziani. Dico a loro che devono essere spugne: carpire segreti da chiunque e lasciar perdere gli esempi negativi. Spero che la maggior parte di loro riesca. Saponara? Esempio di giocatore della prima squadra che si cala in un contesto non suo e spero che i miei abbiano visto la situazione e come lui si sia inserito nella parte. Domani contro la Roma? Pensavamo di allenarci nell'orario di gara ma penso che la scuola sia importante quanto, se non di più, giocare a calcio. Abbiamo lasciato tutto immutato: i miei sono andati a scuola e speriamo che domani riescano a mordere la lupa. Per un allenatore queste partite, dal punto di vista delle motivazioni, sono le più facili da preparare: se non le hai contro la Roma non puoi giocare a calcio. Il resto viene da sé. Come cambia l'approccio? Si è tutto evoluto. Nel mio calcio rivedere le partite ti aiutava perché non prendevi nel modo giusto i rimproveri o gli accorgimenti dell'allenatore, finché non ti rendevi conto guardando il video. Oggi c'è la possibilità di filmare gli allenamenti, fare i tagli delle partite... Una riunione video può durare anche dieci minuti. Ci sono tutti i supporti che possono aiutare allenatore e giocatori a migliorare".


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