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AMICI, BICI, DA13 E BENEFICENZA: IL LEGAME FIRENZE-PIOLI MAI INTERROTTO

di Luciana Magistrato
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Fiorentina-Milan non sarà una partita normale per Stefano Pioli. Un anno fa c'era lui seduto sulla panchina viola: una stagione e mezza di gioie (molte) e dolori (grandi), un'avventura interrotta però bruscamente, con le dimissioni nell'aprile 2019, dopo che la società lo aveva accusato- in un comunicato -di scarsa professionalità e serietà. Troppo per uno come lui.  Una scelta che lasciò una ferita profonda - come il legame che aveva creato - anche nei giocatori più affezionati tanto da rischiare la retrocessione (con Montella che lo aveva sostituito in panchina).

Alla vigilia di Coppa Italia tra Fiorentina e Inter a fine gennaio, Pioli è andato anche a salutarli nell'albergo milanese. Il suo cruccio più grande d'altronde è proprio di non aver potuto giocare la semifinale di ritorno con l'Atalanta nell'edizione precedente (poi persa). Ma anche da tecnico senza panchina ha continuato a frequentare Firenze, per Pitti - con i soci del negozio di abbigliamento aperto a Parma -  o a trovare gli amici, mentre a luglio è stato al mare in Versilia a godersi il nipotino appena nato dalla figlia Carlotta che lo ha reso nonno, mentre l'altro figlio Gianmarco è in pianta stabile nel suo staff ed infatti anche per lui con Il Milan sarà un ritorno da ex a Firenze.

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Le emozioni nel rientrare al Franchi saranno comunque tante, perché Pioli ci ha vissuto anche sei stagioni straordinarie da calciatore e la maglia viola se l'era cucita addosso già allora tanto da aver pianto quando se ne è andato nel 95. Il suo legame con Firenze non si era interrotto mai, tanto che appena arrivato da allenatore nel luglio 2017, volle subito festeggiare con i suoi ex compagni rimasti a vivere in Toscana, invitandone una quarantina a cena grazie anche all'aiuto di Giancarlo Antognoni che aveva ritrovato nella Fiorentina: Baiano, Bigica, Carnasciali, Di Chiara.. tanto per citarne alcuni seduti a quella tavola.

Lo spirito di gruppo, l'amicizia e la familiarità d'altronde hanno sempre fatto parte del DNA di Pioli tanto da salvare la Fiorentina nel momento peggiore a seguito della tragica morte di Davide Astori. Il centro sportivo e lo stare insieme diventò uno dei punti di forza e di salvezza della squadra, visto che giocatori e staff avevano vissuto un autentico shock quel 4 marzo 2018 nel ritiro di Udine. Le iniziali di Davide sono ancora impresse sul braccio del tecnico parmigiano. Pioli in questa sua avventura fiorentina aveva scelto di vivere profondamente la città e dall'appartamento di via Lorenzo il Magnifico spesso e volentieri si muoveva in bici (una delle sue passioni) per andare in centro, con la moglie e il cane Thor. A volte ci andava anche agli allenamenti per scaricarsi poi con una bella pedalata verso Fiesole o Settignano, soprattutto prima di partite importanti.

Gli amici di Firenze, a parte le frequentazioni con qualche ex viola, erano invece persone comuni, una cerchia ristretta, quella degli amici del Poggetto, Cristiana, Enrico, Benedetta e Sirio, che Pioli non ha mai esposto troppo: con loro (o con la famiglia) bastava un cinema o una buona cena, ai 13 Gobbi quando voleva restare in città, Tullio a Montebeni (dove Paolo Bacciotti gli ha fatto anche un coltello personalizzato) o La Reggia degli Etruschi quando voleva godersi il panorama. Qui amava anche organizzare le cene con i giocatori e alla cassa, se non passava lui, pagava chi perdeva le partitelle mai tanto accese come quando c'era Pioli. Le sfide iniziavano a Moena, sotto gli occhi divertiti di tifosi e giornalisti, ma continuavano tutti i giorni al centro sportivo, un modo per rendere meno monotoni gli allenamenti. Pioli in questi due anni circa si è distinto anche per la solidarietà: era diventato testimonial dell'ATT sposando i progetti dell'associazione che aiuta a domicilio i malati di cancro così come aveva fatto con la Fondazione Tommasino Bacciotti, presenziando a tutti gli eventi. Avrebbe immaginato un finale diverso a Firenze, Stefano Pioli, ma il rancore non fa parte del suo carattere e di sicuro al Franchi entrerà sorridendo e applaudito.

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