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LA PROVA DEL (SESSANTA)NOVE

di Niccolò Santi
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La Fiorentina, per Bartlomiej Dragowski, rappresenterà quest'anno un vero e proprio banco di prova. L'estremo difensore polacco, negli anni, ha faticato considerevolmente ad affermarsi in quel di Campo di Marte: lo dicono i numeri, lo dicono le fin troppe stagioni trascorse in panchina come vice, prima di Tatarusanu, in secondo luogo di Sportiello, e infine del quasi coetaneo Lafont. Poi la svolta ad Empoli, dove il classe '97 è riuscito finalmente a valorizzarsi.

Non per nulla i viola gli hanno consegnato seduta stante la casacca da titolare, impressionati da prodezze come il record di diciassette parate stabilito da Drago con la squadra di Aurelio Andreazzoli in casa dell'Atalanta. Lo stesso Sebastian Frey, pochi giorni fa, si è espresso in modo positivo nei suoi confronti: "Lo vedo un portiere reattivo, ha fatto buone cose e a livello tecnico le qualità ce le ha. Il campionato lo conosce, mi auguro che possa dimostrare il suo valore". 

Sei gol subiti in sole due giornate sono tanti, forse troppi, anche se le colpe possono essere attribuite al sessantanove gigliato solo in parte. Sabato il test contro la Juventus sarà senz'altro dei più complicati, ma non impossibile. Dall'altro lato del campo ci sarà il connazionale Vojciech Szczesny con il quale è già pronta la sfida. Il sogno dei tifosi viola è quello di poter tornare a gioire contro la storica rivale, magari, chissà, anche grazie ad un’impresa di Dragowski.