LA STORIA INFINITA

24.05.2020 00:00 di  Tommaso Loreto  Twitter:    vedi letture
LA STORIA INFINITA
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© foto di Federico De Luca

Passa il tempo, cambiano le stagioni (e le presidenze) ma la questione stadio non passa mai di moda. Paradossi di una città e della sua faticosa evoluzione, divisa tra ricezione turistica e tutela del patrimonio, tra storia, cultura e tradizione e bisogno di guardare avanti. Una querelle che oggi acquisterebbe ancora più importanza per le opportunità che potrebbe avviare in tempi di totale recessione se non fosse per il dialogo tra privato e pubblico che da tempo immemore s'incaglia su diversi ostacoli. 

E così a poco meno di un anno di distanza dal suo arrivo anche Rocco Commisso ha cominciato a fare i conti con quel muro di gomma che pare stagliarsi di fronte a qualsiasi opzione. In principio fu l'area Mercafir, l'opportunità di ripartire là dove avevano lasciato i precedenti proprietari, con un bando per l'area in questione al quale però il club non ha poi partecipato, oggi è l'eventuale restauro del Franchi a rappresentare nuovo terreno di confronto a distanza. Perchè mentre la Soprintendenza rilancia l'opportunità di rinnovare la casa della Fiorentina, è sul come farlo che si registrano nuove divergenze.

In tal senso appare difficile conciliare i bisogni della società (chiariti da tempo anche da chi ha preceduto Commisso) con gli equilibri di un impianto che a differenza di altri è tutt'oggi considerato monumento, tanto che il nuovo step della Fiorentina sarebbe quello di valutare le conseguenze di uno stadio (nuovo) fuori dal Comune di Firenze. Un passo che lo stesso imprenditore americano non considera banale e che per questo si porta dietro anche qualche timore, oltre al rischio altrettanto concreto di aprire un nuovo dibattito già conosciuto ma che sembra sempre finire in un vicolo cieco.