VERSO LO STADIO NUOVO: IL CASO DI BERGAMO. QUANTE DIFFERENZE CON IL FRANCHI

19.09.2019 13:00 di  Andrea Giannattasio  Twitter:    vedi letture
VERSO LO STADIO NUOVO: IL CASO DI BERGAMO. QUANTE DIFFERENZE CON IL FRANCHI
FirenzeViola.it

Per la prima volta nella storia della Serie A, Atalanta-Fiorentina si giocherà allo stadio Tardini di Parma. Una stortura figlia del calcio moderno ma inevitabile, visti i lavori che dallo scorso aprile interessano da vicino la storica casa della Dea. Il mitico “Atleti azzurri d’Italia”, che da poco più di due mesi ha ufficialmente preso il nome di “Gewiss Arena”, sarà infatti inaugurato tra due settimane, al termine della prima fase di ristrutturazione che in estate ha interessato in particolare la Curva Nord (quella dei tifosi nerazzurri).

L’argomento potrà non essere di stretta attualità per quanto attiene ai temi di campo viola eppure anche a Firenze, esattamente come a Bergamo fino a pochi mesi fa, è aperto il dibattito se sia meglio ristrutturare il Franchi oppure garantire alla Fiorentina uno stadio completamente nuovo. In casa Atalanta il dubbio non si è nemmeno posto, dal momento che dal maggio 2017 la famiglia Percassi si è aggiudicata al termine di un’asta l’intero stadio di Bergamo, potendone pertanto disporre a piacimento. Nessun vincolo legato alle belle arti, nessun cavillo che chiami in causa la Soprintendenza come nel caso dell’impianto di Campo di Marte. Non appena l’”Atleti azzurri” è diventato immobile privato, le macchine per far partire i lavori di rifacimento si sono messe in moto.

Un iter dunque diverso sia da quello che potrebbe seguire la Fiorentina (che deve fare i conti con decine e decine di limitazioni, essendo il Franchi un bene comunale) ma anche da quello che hanno scelto la Juventus e l’Udinese, le uniche società fino ad oggi ad avere stadi rinnovati e in linea con gli standard europei (l’Allianz Stadium e la Dacia Arena sono in concessione). Una volta acquistato l’immobile, l’Atalanta ha stipulato infatti una partnership con l’azienda Gewiss S.p.A., società italiana del settore elettrotecnico che, come detto, ha dato il nome allo stadio e opera nella produzione di soluzioni per la domotica, l'energia e l'illuminotecnica per i settori residenziale e industriale. Una cosa impensabile per il Franchi, che non potrebbe nemmeno cambiare il proprio nome.

Da quel momento, forte della sponsorizzazione che garantirà un forte contributo nella spesa finale dei lavori, è stato ufficialmente presentato il piano di rifacimento dello stadio, dove i lavori (affidati allo studio De8 Architetti con la collaborazione di SCE Project, E.S.A. e GAe) sono partiti lo scorso 29 aprile 2019 con l'abbattimento e la ricostruzione della Curva Pisani e saranno completati entro questa settimana permettendo così all’Atalanta di giocare il prossimo turno casalingo a Bergamo (dopo la Fiorentina, il 4 ottobre sarà il turno del Lecce). L’altra fase di rinnovamento dell’impianto riguarderà la Curva Sud - che interessa anche il settore ospiti - che sfoggerà un nuovo look a partire dal 2020 mentre l’ultimo intervento interesserà la Tribuna Ubi. I lavori termineranno nell’estate 2021 e consegneranno alla città uno stadio moderno e con una capienza maggiore (quella attuale è di 21.700, dopo i lavori la capienza sarà di 23.370). La spesa complessiva sarà di circa 40 milioni di euro. 

Tante, dunque, forse troppe le differenze tra l’ambizioso progetto di Percassi e le strategie di Rocco Commisso per regalare alla sua Fiorentina una casa nuova di zecca. Ecco perché, a differenza della ristrutturazione del Franchi, la strada per lo stadio nuovo e di proprietà (anche se non obbligatoriamente sul suolo fiorentino) resta ancora oggi la più percorribile.