GABBANINI A RFV, Gollini si riprenderà, su Venuti...

20.10.2022 16:39 di  Redazione FV  Twitter:    vedi letture
GABBANINI A RFV, Gollini si riprenderà, su Venuti...
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© foto di Federico De Luca

Leonardo Gabbanini, ex tecnico degli allievi nazionali della Fiorentina nonché attuale Caposcout al Tottenham, ha rilasciato un'intervista a Radio FirenzeViola: "In Inghilterra sta andando bene, è una realtà completamente diversa, ormai ci lavoro da cinque anni, prima ero al Watford come Chief Scout. Ora al Tottenham è un mondo diverso, c'è un valore molto alto in tutto ciò che si fa. E' dura, insomma, ma dà anche soddisfazioni".

Che ricordi ha di Pierluigi Gollini?
"In Fiorentina ne ho allenati diversi, ci sono state delle belle annate, ricordo Bernardeschi, Chiesa, appunto Gollini... Pierluigi è un talento che deve trovare la situazione giusta per dare il massimo. Era con noi a Londra l'anno scorso, il Tottenham ci credeva molto, deve trovare un equilibrio mentale per poter poi rendere al massimo. Penso che sia tutta la situazione viola che deve migliorare".

Può avere la forza per ribaltare le gerarchie in stagione?
"Ma sì, l'ha già fatto all'Atalanta. Un anno dietro Lloris non è stato facile, deve ritrovare concentrazione. Non ho dubbi, però, che sia uno dei portieri più forti in A. Qui si lavora veramente su piccole distanze: c'è un centimetro tra fare bene e fare male. Così come lo scatto di concentrazione in più o in meno ti distingue dall'essere un giocatore normale o un fuoriclasse".

Si aspettava di vedere Venuti in prima squadra?
"Lorenzo ha fatto tutto bene, era un esterno offensivo, giocava con Federico Guidi nei '95, io avevo i '94. E' stato lavorato da terzino ed è cresciuto. C'erano anche Bandinelli e Fazzi, quindi tanti giocatori che bazzicano tra Serie A e B. I veri talenti che ho visto sono Bernardeschi, Gollini e Zaniolo. Gli altri sono ragazzi comunque forti e che hanno lavorato bene".

Che pensa della scelta di Bernardeschi di andare in Canada?
"Avrà avuto le sue motivazioni, comunque ora il calcio è un po' più globale... Io non avrei mai lasciato il calcio più competitivo dei top 5 campionati d'Europa. Forse Berna non ha dimostrato una forza mentale pari alla sua qualità".

A cosa è dovuto l'inizio di stagione difficile della Fiorentina?
"Intanto a Firenze c'è un grande allenatore, credo si potesse comunque fare qualcosa di differente in termini di squadra. L'anno scorso era partito un progetto ben definito, serve riuscire a trovare la quadra. Sembravano esserci le basi, la Fiorentina secondo me può ambire ai Raspadori e ai Berardi che ti offrono una continuità di lavoro".

Ci parla di uno dei talenti che più le è rimasto in mente in carriera?
"Ho voluto bene a tutti i calciatori che ho allenato. Ho avuto un rapporto speciale con Bernardeschi, ai miei tempi mixava un carattere deciso a una qualità estrema e una maturità importante. Tutti magari l'anno visto come un ragazzo che non aveva la testa, invece l'aveva eccome. Ebbe un problema al cuore quando lo allenati e non fece le fasi finali: questo lo ha rafforzato molto. Ha fatto un cambiamento mentale così forte che mi è dispiaciuto. Il Berna che ho conosciuto io poteva essere il capitano della nazionale, invece è andato scemando per motivazioni che evidentemente non conosco".